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Tombe e Necropoli

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Tombe e Necropoli

La Necropoli etrusche sono le Città dei Morti e come tali, progettate seguendo le stesse regole urbanistiche delle città dei Vivi. Gli Etruschi sceglievano il luogo ove edificare le città seguendo i campi energetici definiti secondo le regole del Cardo Mundi e Decumano. Il Cardo Mundi (Cardine del Mondo) costituisce un campo elettromagnetico che va da Nord a Sud. Presenta un picco energetico ogni 24 metri. Perpendicolarmente al Cardo Mundi si trova l’altro campo energetico che va da Ovest verso Est: il Decumano (De Cuius Manus = la mano degli dei che fa girare la terra) il cui picco energetico è ogni 30 metri. Queste linee formano una grande griglia, che ricopre l’intera superficie terrestre, al cui interno si trovano reticoli o campi energetici minori di natura magnetica, di origine tellurica, in misura di 12 per ogni riquadro formato dal Cardo e dal Decumano. Un’altra rete si inserisce in questa griglia, data dalle linee diagonali che vanno da Nord Ovest a Sud Est e da Nord-Est a Sud-Ovest e presentano un picco energetico ogni 36 metri. Le linee che vanno da Nord Est a Sud Ovest hanno energia a rotazione oraria e quindi potenzialmente benefiche. Dove queste linee si incrociano sorgono templi e luoghi sacri mentre, sotto di esse, scorrerebbero fiumi sotterranei o sarebbero presenti filono di minerali metallici. Ne deriva che la scelta di dove e come edificare le Necropoli sia stata dettata dalla conoscenza dei campi energetici che avevano i sacerdoti etruschi. In questo contesto, le tombe sono identiche alle case ma sepolte o scavate nella roccia, in alcuni casi ravvivate da pitture dai colori vivaci. Sono ricolme di suppellettili che i defunti avevano posseduto in vita: attrezzi da lavoro, armi, profumi, gioielli, specchi, telai e ceramiche. Generalmente si crede che la presenza di tanti oggetti nelle tombe sia dettato dalla necessità di ricreare per il defunto un ambiente familiare; per altri, nascondere tanti tesori nelle tombe indica la fede in una vita dopo la morte la vitalità degli affreschi rappresenta l’auspicio di una vita felice dopo la morte. La morte intesa come un passaggio per raggiungere un nuovo piano esistenziale. Non è un caso, quindi,  che la costruzione delle Necropoli fosse più accurata delle Acropoli. Nelle immagini  degli affreschi delle tombe si scorgono i simboli di una religiosità cosmica: gli dei hanno l’aspetto multiforme di quella divinità unica che è la forza creatrice della Natura. Leoni, tori, uccelli, piante sono i tanti aspetti del cosmo e l’attaccamento degli Etruschi alla Natura e a tutte le sue manifestazioni. L’affresco del tuffatore ritrovato nella Tomba della Caccia e della Pesca, a Tarquinia, simboleggia  il ritorno alla Natura, la Dea Madre da cui nascono tutti gli esseri viventi. Non ci è arrivata in modo chiaro la visione spirituale degli Etruschi; quello che sappiamo ci perviene solo attraverso gli scritti di eruditi Romani contaminati dal pragmatismo tipico di questo popolo che piegò ai propri voleri la Natura.

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