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Strade Etrusche Castelli Medievali

Strade Etrusche Castelli Medievali

 

L’Etruria è una terra di friabile roccia vulcanica profondamente scavata dai fiumi. Prima che le strade romane l’attraversassero era un territorio non facilmente percorribile che favoriva l’isolamento e lo sviluppo di comunità indipendenti.
Il poeta inglese Thomas B. Macaulay nella sua opera Lays of Ancient Rome (1842) descrive il territorio etrusco come

… ammucchiato dalle mani di giganti per gli antichi re simili a dèi.

Rilevanti sono i resti che la civiltà degli Etruschi ha lasciato in Etruria meridionale. E non solo, altrettanto rilevanti sono le testimonianze lasciate dal civiltà precedenti, abitanti le zone dell’Italia centrale fin dal IV millennio a.C.
A partire dal IX secolo a.C. la progressiva crescita demografica e la vicenda dei rapporti, spesso non pacifici, tra i vari insediamenti, portò alla nascita di grandi centri abitati con l’aggregazione di villaggi anche non vicini tra loro. Si posero così le basi di quelle che sarebbero state le grandi città etrusche di epoca storica.

Il fenomeno è di vaste proporzioni e difficilmente si sarebbe potuto attuare senza una direzione dei gruppi che nell’VIII secolo a.C. dominavano sui grandi agglomerati insediativi. La spinta verso l’area rupestre corrisponde quindi a una strategia di controllo che si lega sia alla necessità di ricercare nuove terre e nuove risorse da sfruttare sia all’esigenza di potenziare e controllare le vivaci direttrici di scambio fra litorale e zone interne. Sono proprio queste arterie ora a condizionare evidentemente lo sviluppo dei primi comparti rupestri; i traffici rimangono comunque limitati e circoscritti ad ambiti elitari e distrettuali, e quindi non coinvolgono i settori più marginali dell’area presa in esame. Si prediligono particolari zone strategiche con la conseguente strutturazione di cantoni di popolamento destinati sempre più a intensificarsi e a espandersi nel corso del VII secolo a.C., fino alla vera e propria definizione dei distretti urbani. I cantoni rupestri sono presidiati all’inizio da insediamenti dalla fisionomia non ancora organizzata,  situati,  come alla fine dell’età del Bronzo, su alture munite naturalmente che dispongono di un’ampia superficie da sfruttare.

Non è insolito che sulle pareti delle rupi su cui si trovano i resti di castelli medievali siano sempre presenti case in grotta, probabilmente i primi centri abitati risalenti al X-IX sec. a C. In alcuni casi si tratta di insediamenti a carattere religioso che manterranno questa peculiarità anche dopo l’avvento del cristianesimo che li trasformerà, pur mantenendone le peculiarità sacre.

Gli Etruschi costruivano le loro città su fortezze naturali circondate da burroni e precipizi e realizzarono un reticolo di strade dove il protagonista è il territorio che deve essere ripartito in modo razionale e dove ogni luogo dove essere messo in contatto.

 

Etruscan Corner Samuel J. Ainsley Vulci

Strade Etrusche Castelli Medievali
Samuel J. Ainsley, Vulci, Ponte della Badia (1842).

Dopo la conquista definitiva da parte dei Romani del territorio etrusco, la Via Clodia assume un altro aspetto: non più una stretta e tortuosa strada ma una consolare lastricata e ben mantenuta.
Oggi, lungo quello che si suppone sia stato l’antico tracciato della Via Clodia, è possibile trovare un patrimonio di rovine che vanno a sovrapporsi a quelle neolitiche prima ed etrusche e romane poi. Questi ruderi medievali, sono immersi in ambienti agresti o su colli tufacei circondati da una natura di rara bellezza, in luoghi strategici sia per il controllo viario che dell’ampio territorio.

A sostegno della nostra teoria Strade Etrusche Castelli Medievali abbiamo stilato, non senza difficoltà, un elenco di Stazioni di Posta trasformate nel Medioevo in Castellari che avevano lo scopo di offrire riparo e difesa a chi osava avventurarsi in quei territori italici, divenuti terreno di conquista da parte delle nuove potenze straniere.
Il sorgere di incastellamenti non fu che l’evidente prosecuzione della consuetudine etrusca di costruire strutture fortificate sulle alture naturalmente protette, facilmente difendibili, a dominio delle valli sottostanti, ma l’incuria e forse lo scarso interesse per questi monumenti rende difficile la loro individuazione, spesso soffocati dalla vegetazione, alcuni inseriti in proprietà private o diventati parte integranti di costruzioni successive.
(Prima Parte)

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Il progetto Etruscan Corner nasce nel 2015 da un’idea di Simona Daya Rivelli, si concretizza grazie alle competenze di Giacomo Mignani, si perfeziona con il lavoro artistico di Livia ed Elena Mignani e con la redazione curata da Francesca Marchi. Un lavoro di squadra che durante il suo percorso ha accolto e favorevolmente gradito la collaborazione di diversi appassionati dell’Etruria e della cultura di questi luoghi
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