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Metallurgia Etrusca Il Ferro

Metallurgia Etrusca Il Ferro

Felice De Carli, Vita dei Metalli

L’uomo enolitico, ormai esperto nelle arti del Fuoco quanto basta per ottenere il rame e il bronzo, continua a sperimentare il calore su altri minerali. Pietre pesanti e di altri colori. Capita nel suo forno un minerale di ferro, probabilmente magnetite, ed egli constata che a differenza di rame o stagno, la pietra non si trasforma in metallo fuso, ma una volta estratta dal forno e lasciata raffreddare dimostra di essersi molto trasformata. L’uomo la ricaccia ne forno e soffia aria perché vuole fonderla. Non ci riesce e la batte quando è ancora rovente, scoprendo un materiale metallico più duro del bronzo e più micidiale come arma.

La storia del Ferro va molto indietro nel tempo e, in parte, è ancora oscura. Ma una cosa si sa di sicuro: era molto prezioso e originariamente utilizzato solo come ornamento.
Scrive il re ittita Hattusili (Kušara, XVI secolo a.C. – Kušara, 1620 a.C. circa) ad un alto potentato:

Veniamo ora al buon ferro, a causa del quale mi scrivi. Nella mia tesoreria di Cilicia non ce n’è. Sono tempi duri per la sua produzione […] non appena la mia gente ne produrrà te ne invierò un poco. Per questa volta ti invio una lama di pugnale di ferro.

Altro esempio di come il Ferro fosse considerato un metallo prezioso è il ritrovamento del celebre pugnale di Tut-enk-amon risalente al 1360 a.C. che il faraone volle fosse posto con poche altre cose nella cassa d’oro più interna, chiuso da un fodero in oro, con la lama in ferro ancora lucida.

Prima di riuscire a ricavare il ferro dai minerali, l’uomo utilizzò quello presente in alcune meteoriti, come dimostra l’origine del nome SIDERURGIA, la Metallurgia del Ferro, dal greco sideros, cioè astro. Il geroglifico egiziano per indicare il Ferro significa Metallo dal Cielo. Da qui la rarità di questo metallo e il suo altissimo pregio.

Sotto i colpi dei “popoli venuti mare” cade il potente Regno degli Ittiti. E con esso il fiorente commercio del Ferro proveniente dai giacimenti dell’Anatolia. Ma i conquistatori conobbero il segreto dell’estrazione e della lavorazione di questo metallo pregiato. Inizia la  ricerca di altre fonti dove attingere il Rame e il Ferro, metalli divenuti indispensabili.

L’Etruria si rivela un territorio ricco di minerali: tra il Tevere e l’Arno si levavano monti che nascondevano in abbondanza la ricercata materia grezza. I giacimenti di queste zone, assieme a quelli sardi, erano i più ricchi di tutta l’area mediterranea e tutti situati in prossimità della costa, favorendo così al massimo il trasporto via mare. Nel VII secolo a.C. sorgono qui le prime officine dell’industria pesante: le prime in Italia e in tutto l’Occidente che segneranno in maniera significativa l’ascesa economica dell’Etruria.

Metallurgia Etrusca Il Ferro. Meteorite Willamette

Meteorite Willamette. La più grossa meteorite singola composta da ferro e nickel, dal peso di 15,5 tonnellate.
Metallurgia Etrusca Il Ferro

Numerosi sono i siti in cui sono stati ritrovati pozzi, cunicoli, gallerie scavate da schiere di operai; non solo, ma depositi di scorie e forni fusori così ben conservati da consentirne uno studio approfondito.

La disposizione degli altiforni era ideata in maniera geniale: essi venivano costruiti sulle pendici del monte vicino alla miniera, dove i venti ascendenti e discendenti fungevano da mantici naturali.

A nord-est di Populonia sono stati scoperti giacimenti sfruttati dagli Etruschi di Rame e di Ferro, di Piombo e di Stagno. Quest’ultimo materiale sarà fondamentale per le loro fonderie di Bronzo, lega molto usata per la realizzazione di numerosi e pregiati manufatti.

Quindi, gli Etruschi non solo eccellenti ceramisti ma anche egregi metallurgi.

Le miniere di Re Salomone attirano schiere di turisti e studiosi: quelle etrusche non sono meno degne di ammirazione ed interesse perché fra le più importanti e antiche d’Europa, ma sono trascurate se non addirittura ignorate.

Lo studioso G. Maggi dichiara:

L’industria arricchì gli Etruschi e l’apogeo della loro potenza corrisponde al tempo della maggiore diffusione del bronzo e all’inizio del commercio del ferro che essi diffusero in Europa.

Gli Etruschi raggiunsero la grandezza con costruzioni pacifiche, con l’impiego di ogni mezzo tecnico, dell’ingegneria e delle arti creando le basi della loro splendida e importantissima espansione culturale. Dovunque operino,  lì prende l’avvio un mirabile progresso: per questo furono sempre accettati dalle popolazioni autoctone che ne riconoscevano la superiorità culturale, sempre pronti a collaborare all’opera di civilizzazione che gli Etruschi, molto ridotti di numero, mai avrebbero potuto attuare da soli.

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