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La Leccia Fonte del Latte Le Scoperte di Etruscan Corner

La Leccia Fonte del Latte

Sabato 1° ottobre 2016

Etruscan Corner propone a tutti gli affezionati amici una passeggiata alla riscoperta della miracolosa Fonte del Latte (43° 11’ 17,6”N-10° 50’ 25,8”E).

L’antica sorgente si trova nel territorio di La Leccia, frazione di Castelnuovo di Val di Cecina, in provincia di Pisa, all’interno dell’Azienda agricola della Famiglia Gorini.

La Leccia Fonte del Latte Andrea Bacci De Thermis

Andrea Bacci De Thermis
La Leccia Fonte del Latte

Questo territorio è ricco di acque termali e noto per la notevole attività dei soffioni e dei lagoni boraciferi.

A 5 km da La Leccia si trova Sasso Pisano noto per la presenza di un complesso termale etrusco poi sfruttato dai Romani e identificato come le antiche Aquae Populanie delle quali si era persa ogni traccia.
Le terme erano citate anche nella Tabula Itineraria Peuntingeriana risalente al III secolo insieme ad un’altra stazione termale: l’Aquas Volaternas, identificata con i Bagni al Morbo situati nei pressi di Larderello. Passata l’epoca romana l’edificio delle terme andò in rovina ma le sorgenti furono sempre utilizzate dalla popolazione locale. Nel corso del tempo è stata chiamata in vari modi Bagno della Leccia, Bagno San Quilico, Bagnone ecc. La sorgente fu visitata nel 1745 da Giovanni Targioni Tozzetti che la descrive come:

« bagno caldo che ha due sorgenti d’acqua, con abitazione molto magnifica per uso de’ Bagnaiuoli, ma presentemente ridotta a case de’ contadini, e con i rimasugli, o fondamenti di un’altra vasca e grandiosa fabbrica d’intorno ».

Le molte sorgenti termali di Sasso Pisano, fin dal tempo degli Etruschi vengono utilizzare per curare i dolori ed i reumatismi. Ogni sorgente, a seconda di dove sgorga, possiede però delle proprietà differenti.

A Sasso Pisano sorgeva un tempio dedicato al culto di divinità pagane, oggi chiamato Pieve di Commissano. Il fonte battesimale di questa antica pieve fu ricavato da un manufatto di epoca etrusca e pare sia conservato nella piccola cappella a fianco della chiesa dedicata a San Bartolomeo.

Lungo la strada che collega la frazione di Sasso Pisano a Larderello, tra le colline che dividono le sorgenti del fiume Cornia dalla valle del fiume Pavone, sorge la frazione La Leccia.

Formatosi intorno al castello medievale (1028), l’antico borgo fu oggetto di contesa tra illustri personaggi, che esercitarono il loro potere sul territorio volterrano.

La Leccia Fonte del Latte Mappa

Mappa Sasso Pisano La Leccia
La Leccia Fonte del Latte

Le origini del nucleo abitativo sono medievali, ma il territorio circostante conserva le tracce di un antichissimo passato, come il vicino complesso sacro-termale risalente al periodo etrusco/romano e nel fondovalle del Cornia, l’imponente costruzione della Torraccia. Visibile anche in lontananza, è un’antica torre di avvistamento dalla struttura etrusco/medievale.

Il borgo de La Leccia è circondato da querce, ulivi e lecci (da cui trae il nome), si caratterizza anche per le orchidee che nascono spontaneamente nei pascoli e nelle radure circostanti.

La Leccia Fonte del Latte Etruscan Corner

La Fontanella
La Leccia Fonte del Latte

Situata sulla riva destra del fiume Cornia troviamo la Fonte del Latte, sorgente dalle proprietà miracolose.
Secondo un’antica credenza popolare, infatti, l’acqua leggermente tiepida della sorgente avrebbe avuto la proprietà di far tornare il latte alle puerpere che ne fossero prive.

Il Rito delle Puerpere

La tradizione vuole che le donne prive di latte, dopo aver bevuto tre o quattro sorsate d’acqua recitassero una preghiera e lasciassero in pegno, appesi ad un albero, tre capi del loro vestiario. Al ritorno le madri dovevano percorrere una strada diversa da quella dell’andata, perché solo a queste condizioni il miracolo si sarebbe compiuto ed esse avrebbero avuto la possibilità di allattare i loro bambini.

Il rituale prevedeva inoltre che le altre donne, che si fossero trovate a transitare nei pressi della sorgente, si prendessero uno dei pegni lasciati dalle madri “asciutte”, pregando la Madonna per la donatrice e per il neonato affinché, grazie al recuperato latte materno, crescesse sano e forte. Il rituale si ripeteva con i successivi frequentatori nei confronti di sempre nuovi pegni.
Nel sec. XIV°, presso la fonte miracolosa fu costruita una chiesetta con una nicchia che accoglieva i pegni che le donne lasciavano in offerta alla Madonna. Ma una piena del Cornia, distrusse il piccolo oratorio del quale fu salvata solo una campana con un’iscrizione latina che riporta la data del 1333 e che ora si trova nella piccola torre campanaria della chiesa di san Bartolomeo a La Leccia.

Tra i racconti popolari c’è anche quello che riferisce della realizzazione nella roccia sovrastante la sorgente di una nicchia per porvi un quadro in terracotta raffigurante la Madonna.

Le leggendarie proprietà della fonte conobbero una crescente risonanza quando nel XVI secolo Andrea Bacci, medico di papa Sisto V, ne pubblicizzò il miracoloso valore terapeutico nel suo libro De Thermis (1571). L’opera dedicata alle acque alle loro qualità terapeutiche venne accolta con entusiasmo dalla società scientifica papalina e fu oggetto di molte ristampe, ultima delle quali l’edizione del 1711.

La fonte esiste anche oggi e l’acqua che esce da questa sorgente è meta di pellegrinaggio da molti locali, avendo un sapore ed un gusto particolare.
La sorgente d’acqua si trova su una proprietà privata e non risulta essere controllata micro-biologicamente.

Per informazioni: Francesca 338 3418735 – Daya 340 4725236

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