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Grotta di Settecannelle – I Sentieri della Dea

Grotta di Settecannelle

Sulle Tracce delle Società Gilaniche

Per tutti gli amici di Etruscan Corner e per gli appassionati di archeotrekking, abbiamo il piacere di annunciarvi che abbiamo ripreso le escursioni con Daya, erborista appassionata alla ricerca delle tracce della Civiltà Neolitica e della Dea Madre nella Tuscia misteriosa delle Grotte, delle Vie Cave e dei luoghi di culto preistorici.

Uno degli itinerari più interessanti proposti da I Sentieri della Dea è la passeggiata alla Grotta delle Settecannelle.

Passeggiata alla Grotta di Settecannelle - Escursionisti
Passeggiata alla Grotta di Settecannelle - Escursionisti
A circa 10 km da Ischia di Castro, nello scenario spettacolare tipico della Tuscia fatto di boschi estesi e forre scavate da corsi d’acqua, su una delle sponde del fosso della Paternale, affluente del Fiora, si apre l’ampia Grotta.

Il suo interno misura circa 15 metri in lunghezza e circa 11m in larghezza; la volta è alta, al centro, circa 3 metri e si abbassa a meno di 1 metro dalla superficie naturale soltanto nella parte vicina alla parete ovest.

La Natura e la mano umana hanno fatto sì che sia una rappresentazione piuttosto chiara di un utero.

Alcuni ritrovamenti archeologici fanno ritenere che la Grotta sia stata utilizzata per molto tempo, dall’epoca più antica dell’Epigravettiano (oltre 20.000 anni fa), fino al Medio Evo.

E ’stato rinvenuto all’interno lo scheletro di un cervo preistorico, grande più del doppio dell’attuale, conservato nel museo di Ischia di Castro e purtroppo inaccessibile ma molto, molto spettacolare.

Nello stesso museo si trovano anche quattro rarissime Sfingi di epoca etrusca.

Il tipo di reperti, ma soprattutto il luogo ove si trova la Grotta delle Settecannelle, ci portano a ritenere che fosse un luogo di culto. Le stesse tracce di riti sacrali e funerari richiamano manifestazioni rinvenute in altre grotte-santuario del Neolitico.

Passeggiata alla Grotta di Settecannelle - Grotta

Si presume che i primi a utilizzare la Grotta come un vero Santuario siano stati i Rinaldoniani, una civiltà tosco-laziale la cui presenza è fortemente rilevata tra Arno, Tevere e Mare Tirreno con una  notevole concentrazione di ritrovamenti lungo la vallata del fiume Fiora nella Maremma tosco-laziale.

Qui infatti si addensano le necropoli ritenute le uniche testimonianze che ci sono pervenute di tale cultura.

La Cultura del Rinaldone deve il suo nome alla località di Rinaldone, tra il territorio di Viterbo e di Montefiascone, in particolare nella frazione di Zepponami.

I primi ritrovamenti risalgono al 1903, quando l’archeologo Pernier, nelle campagne di Montefiascone vicino al sito di Ferento, rinvenne delle tombe intatte, ora conservate nel museo nazionale storico-etnografico Luigi Pigorini a Roma.

Ritrovamenti simili vennero successivamente portati alla luce lungo l’Arno e lungo il Tevere e soprattutto lungo la Valle del Fiora.

Passeggiata alla Grotta di Settecannelle Luigi Pernier Archeologo

Luigi Pernier 

Grotta di Settecannelle

Si presume che i primi a utilizzare la Grotta come un vero Santuario siano stati i Rinaldoniani, una civiltà tosco-laziale la cui presenza è fortemente rilevata tra Arno, Tevere e Mare Tirreno con una  notevole concentrazione di ritrovamenti lungo la vallata del fiume Fiora nella Maremma tosco-laziale.

Qui infatti si addensano le necropoli ritenute le uniche testimonianze che ci sono pervenute di tale cultura.

La Cultura del Rinaldone deve il suo nome alla località di Rinaldone, tra il territorio di Viterbo e di Montefiascone, in particolare nella frazione di Zepponami.

I primi ritrovamenti risalgono al 1903, quando l’archeologo Pernier, nelle campagne di Montefiascone vicino al sito di Ferento, rinvenne delle tombe intatte, ora conservate nel museo nazionale storico-etnografico Luigi Pigorini a Roma.

Ritrovamenti simili vennero successivamente portati alla luce lungo l’Arno e lungo il Tevere e soprattutto lungo la Valle del Fiora.

L’analisi dell’organizzazione territoriale ha permesso di individuare una zona di grande concentrazione, che abbiamo chiamato area nucleare 10, collocata sostanzialmente nel medio corso del Fiora.

Qui le necropoli si organizzano per gruppi più o meno ravvicinati, la cui distanza reciproca varia da 1 a 5 chilometri.

Quella di Ponte San Pietro sembra costituire il centro di tutto il sistema …

Nuccia Catacchio Negroni

Università di Milano

Sembra che furono loro a introdurre l’arte della metallurgia, trovando l’ambiente ideale perchè ricco di minerali come ferro, rame, stagno.

Contribuirono notevolmente allo sviluppo dell’area di confine tosco-laziale.

Una vera rivoluzione nel V millennio a.C, periodo pre-etrusco. Non stupisce dunque che, insieme alle conoscenze tecniche e astronomiche i Rinaldoniani abbiano introdotto riti e culti propri.

A volte ci si riferisce al popolo che diede vita a questa espressione culturale con l’appellativo di “Giganti di Rinaldone”: Giovanni Feo ci parla del ritrovamento di tombe con scheletri di uomini dalla statura eccezionalmente elevata, fino ai due metri e venti di altezza.

Secondo Feo parlare di Rinaldoniani significa trattare degli artefici di una civiltà anteriore a quelle storiche, caratterizzata da una società gilanica (anche secondo la celebre archeologa lituana, Marija Gimbutas).

Solo successivamente, per ragioni ancora dibattute, l’organizzazione sociale guidata dalle donne venne soppiantata da un modello controllato dalla linea di discendenza maschile.

Passeggiata alla Grotta di Settecannelle - Daya
Con Daya alla ricerca delle tracce della Civiltà Neolitica e della Dea Madre nella Tuscia

Grotta di Settecannelle

Per questo non è ardito affermare che il culto praticato in queste zone si rivolgeva specificamente alla Dea Madre. E non solo.

Ad essa sono collegati i culti delle acque e delle stelle, tanto che i Rinaldoniani scolpirono e modellarono il tufo realizzando altari megalitici, osservatori, grotte e menhir.

Opere straordinarie per lo sforzo richiesto nel crearle  versano in uno stato di deplorevole abbandono, ma sono indispensabili per una plausibile riscrittura della più antica storia Italica.

Una cosa è certa: un fondamentale capitolo della civilizzazione d’Europa si scrisse sul suolo della Tuscia.

Questi luoghi meritano quindi una nuova comprensione per ricostruire la Storia, ancor oggi considerata “minore”, di una zona dell’Italia centrale dove Etruschi, Villanoviani e Popoli Del Mare hanno vissuto per ben quattro millenni.

Passeggiata alla Grotta di Settecannelle - Passaggio

Gioielli da Esplorare

Grotta di Settecannelle

“Perché nessuno si è ancora interessato, se non marginalmente, a questa cultura che, considerata la sua longeva durata, può a buon diritto ritenersi l’origine dei nostri più antichi progenitori conosciuti? Non è cosa da poco, si tratta delle origini dell’antica civiltà italiana. Conoscere le origini significa portare alla luce una parte non secondaria dell’anima collettiva di un popolo. Sorge un dubbio, ovvero che non si tratti solo di dimenticanza, o di ritardo negli studi e nelle ricerche, ma di una porta che non si è voluta aprire, privilegiando il panorama storico del mondo romano, con i suoi macroscopici scenari di guerre, conquiste e fasti imperiali”, precisano Conti e Feo nel libro “La più antica civiltà d’Italia”.

La presenza rinaldoniana diventa dunque determinante nell’area della Tuscia, dal ricco patrimonio monumentale pre-etrusco, che ha generato civiltà illuminate, sublimi e misteriose.

Diventa urgente ristabilire la verità storica è restituire dignità alle popolazioni pre-romane, dai Rinaldoniani, agli Umbri, ai Pelasgi, agli Etruschi, ai Sabini, tutte civiltà indicate come non autoctone, significa smetterla con la manipolazione storica e con la conseguente chiusura da parte del mondo accademico, tuttora colpevole di enfatizzare una visione romanocentrica che ha cancellato secoli di storia e civiltà.

La passeggiata si è svolta domenica 15 Novembre 2020.

Passeggiate Etruscan Corner

I Sentieri della Dea

I Sentieri della Dea Etruscan Corner

Eventi in Programmazione

Ipogei di Loiano - Locandina Passeggiata

Passeggiata agli Ipogei di Loiano

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Per Info: Daya 340 472 5236

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