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Tumulo della Cuccumella a Vulci

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci

 

David Herbert Richards Lawrence, lo scrittore inglese famoso per il romanzo L’amante di Lady Chatterley, nel 1928 visita l’Etruria. Il diario di questo viaggio sarà poi pubblicato con il titolo Luoghi etruschi.

Lawrence non ci descrive solo l’aspetto archeologico dei luoghi visitati; ci mostra l’aspetto mitico di questo territorio, il suo è un illuminante viaggio in quei paesaggi un tempo brulicanti di vita, dove la gioia di vivere e la genuinità naturale degli Etruschi era contrapposta alla potenza romana e al vuoto estetismo greco.

Forse Lawrence fu tra i primi a capire e apprezzare l’importanza della civiltà etrusca nella storia dell’Occidente.

La sua visita a Vulci è così descritta:

A Vulci non c’è traccia di città, ma solo tombe etrusche, miniera di tesori. La città etrusca andò in rovina al declinare dell’impero romano, o a causa della malaria oppure, come afferma il Ducati, distrutta dai Saraceni. […]
Eravamo nella Maremma, la vasta pianura costiera per secoli impregnata d’acqua […], sotto gli Etruschi fu una pianura fertilissima, tornata palude sotto i romani.

Ai tempi etruschi, senza dubbio, larghe distese di questa costa erano coperte di foreste di pini a ombrello […], alti corbezzoli e l’erica e la ginestra ricoprivano la terra, come una brughiera senza fine. […] il corbezzolo dal verde lucente, il mirto, il lentisco, l’erica, la ginestra e altre spinose, tozze piante si elevavano fitte e rigogliose, per avere le loro cime piegate e frustate dai venti che soffiano perennemente dal mare.
E qui il cinghiale selvatico errava in branchi; le volpi e i lupi cacciavano i conigli, le lepri, i caprioli; gli innumerevoli uccelli acquatici e i fenicotteri percorrevano le malsane, battute rive dei grandi stagni e del mare.

La Maremma Laziale

La campagna visitata da Lawrence è ben coltivata, ricca di cereali e ulivi, punteggiata da boschi di lecci. Nella pianura intorno a quella che fu la potente città di Vulci, Lawrence viene condotto da due contadini, conoscitori di quei luoghi strani e misteriosi, a visitare due collinette artificiali conosciute e denominate Cuccumella e Cuccumelletta.

La cuccumella è la ciotola dal fondo rotondo utilizzata per bere l’acqua o il vino; è uno dei nomi con cui vengono designati, dai contadini della Toscana meridionale e del Viterbese, i tumuli funerarî etruschi.

Eppure Lawrence percepisce altro, visitando la Cuccumella, il tumulo maggiore:

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci Corridoio Etruscan Corner

il luogo appariva completamente deserto e abbandonato, ma aveva in sé quella peculiare, quasi fatale nota pungente propria dei luoghi dove la vita è stata un tempo intensa. […] la cavalla ci trascinò sobbalzando verso i tumuli […].

Sono enormi gobbe coperte di erba e di cespugli simili a colline tonde e basse. […] l’entrata al tumulo era custodita da due misteriose sfingi (depredate da Luciano Bonaparte nel 1829, ndr). E sulla via d’accesso vi erano a sentinella leoni e grifoni.

E l’interno del tumulo è ancora più misterioso e impressionante. Varcato lo stretto e tortuoso passaggio Lawrence si trova davanti a un dedalo di gallerie:

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci Labirinto Etruscan Corner

[…] che girano e rigirano, movendo dal nulla verso il nulla. […]. Ci doveva essere una camera mortuaria centrale, in cui le gallerie dovevano alla fine sboccare. Ma non la trovammo. […] era come se ci fossimo cacciati dentro qualche antica piramide. […]

Gli Etruschi erano gente singolare e questo tumulo senza tombe periferiche, formato solo di gallerie aggirantisi all’infinito, deve essere una reminescenza o di epoche preistoriche o di piramidi egizie.

Diffusione dei Tumuli in Europa

Siamo portati a credere che prima dei Romani ci fossero gli Etruschi e prima degli Etruschi il nulla.

Arcaici monumenti, costruzioni megalitiche, cerchi di pietra, pietre incise, altari rupestri sono invece testimonianza di civiltà antichissime che hanno abitato l’Etruria ben prima degli Etruschi.

Il labirinto della Cuccumella e lo stesso tumulo richiamano alla memoria simili monumenti presenti anche in altre parti dell’Europa, risalenti a oltre 3000 anni a.C.

Siamo riconoscenti al Dott Carlo Casi, Direttore di Mastarna Parco Archeologico e Naturalistico di Vulci, per averci permesso di visitare privatamente il Tumulo della Cuccumella e la Tomba Francois; desideriamo inoltre ringraziare i suoi collaboratori per l’accoglienza e la visita guidata.

 

Ingresso Est

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci Ingresso Est Etruscan Corner

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci – Ha un diametro di 70 metri e l’altezza di 20 metri. Esso fu scoperto verso la metà del secolo scorso, ed è stata recentemente riesplorato da Ugo Ferraguti e Raniero Mengarelli.

D. H. Lawrence

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci DH Lawrence

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci – Lawrence cercava una stanza sepolcrale al centro ma non trovò niente di simile.
Quando nel 1829 venne aperto il tumulo dai tombaroli di Luciano Bonaparte, Principe di Canino e di Musignano, furono descritte due stanze al centro, una rotonda ed una quadrata che si innalzavano verso il cielo come torri e presumibilmente scendevano nel sottosuolo. Il tumulo della Cuccumella, che si credeva essere una tomba, risultava invece molto diversa dalle altre conosciute, vista la tipologia delle tombe d’Etruria.

Camera Sepolcrale

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci Sala Sepolcrale

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci – Si può ipotizzare che le due grandi stanze sepolcrali realizzate sulla parte sud del tumulo siano successive all’epoca di costruzione della Cuccumella. Probabilmente, vista l’imponenza del monumento, accolsero la sepoltura di Servio Tullio sesto Re di Roma, originario di Vulci. Figlio di Ocrisia, schiava di Tanaquilla, moglie di Tarquinio Prisco, fu da questo elevato dall’originale condizione servile a proprio genero, e gli successe sul trono. L’imperatore Claudio lo identificava con il titolo di Mastarna (corrispondente al lat. magister).

Entrata

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci Possibile Tomba di Servio Tullio Mastarna

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci – Largo 70 metri, alto una ventina, con la terra battuta addosso alle due torri, costruite con sassi senza muratura. La punta rivolta verso l’alto, sprofondavano poi nel terreno per altri 20 metri. Le torri non avevano nel loro interno nessuna apparente possibilità di salita o discesa. Delle scale a lato della torre tonda, scendevano giù fino al fondo, mentre la torre quadrata aveva due aperture. Due porte sul piano del terreno, conducono al labirinto che forse faceva parte di un percorso iniziatico. Tutto il complesso all’esterno era stato innalzato con terra di riporto, mentre l’interno era stato scavato direttamente nella roccia. Le sommità delle torri erano aperte da cui si poteva osservare il cielo, forse per incanalare le energie celesti; la parte delle torri che sprofondava nel terreno era alla ricerca delle energie della grande madre terra.

Vasche

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci Vasche di Purificazione

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci – Sul lato sud a circa una cinquantina di metri troviamo alcune vasche: è ipotizzabile che vi si potessero fare dei bagni purificatori. Questo monumento unico nel suo genere, non ha ancora svelato tutti i suoi misteri.

Le Torri

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci Tumulo Principesco

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci – Le due torri erano elementi che mettevano in contatto cielo e terra; il labirinto di cunicoli bui per raggiungere il centro, punteggiato da soste, con strani animali minacciosi e specie di costellazioni del cielo disegnati e scolpiti nelle pareti. Un percorso per iniziati alla ricerca del sacro, del magico e dell’immortalità.

Labirinto

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci Labirinto Decorazione Tragliatella

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci – Il labirinto definisce lo spazio del sacro e ricorre con enorme frequenza nella storia dell’umanità. E’ un percorso iniziatico che ci conduce  verso il Centro, dove siamo soli di fronte alla nostra realtà interiore per prenderne coscienza. Ci possiamo smarrire perché il labirinto è luogo di mascheramenti dove si vuole scongiurare la paura della morte.  E’ un percorso in due tempi: l’entrata nel labirinto e il faccia a faccia col mistero costituiscono la prima parte dove si sperimenta la perdita di sé; il ritorno alla luce rappresenta una nuova nascita, afferma la continuità della vita che di generazione in generazione rinnova se stessa.

Newgrange – Irlanda

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci Newgrange Etruscan Corner

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci – Newgrange è un tumulo situato nella Valle del Boyne, in Irlanda. Risale a 5200 anni fa e fu costruito dagli abitanti dell’Irlanda del Neolitico. Il tumulo è di 85 metri di diametro per 13,5 metri di altezza e occupa una superficie di circa 1 acro (4046,86 mq). Ritenuto un Tempio antico e un luogo di importanza astronomica, spirituale, religiosa e cerimoniale.

Etruscan Corner

Il progetto Etruscan Corner nasce nel 2015 da un’idea di Simona Daya Rivelli, si concretizza grazie alle competenze di Giacomo Mignani, si perfeziona con il lavoro artistico di Livia ed Elena Mignani e con la redazione curata da Francesca Marchi. Un lavoro di squadra che durante il suo percorso ha accolto e favorevolmente gradito la collaborazione di diversi appassionati dell’Etruria e della cultura di questi luoghi
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