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Grotta dell'Utero di Pitigliano Parete Esterna Coppelle Etruscan Corner

Grotta dell'Utero di Pitigliano Parete Esterna Dettaglio Coppelle Etruscan Corner

La Grotta dell’Utero di Pitigliano

 

Una esplorazione del territorio fuori dagli schemi storico/culturali tradizionali.

I vulcani sono le manifestazioni più evidenti della dinamicità della Terra dove la grande varietà di materiale eruttato determina un’ampia varietà di morfologie e di conseguenza lo sviluppo di biodiversità animali e vegetali producendo un diverso adattamento dell’uomo all’ambiente, con ripercussioni sulla tipologia a la distribuzione degli insediamenti.

Il paesaggio dell’Etruria è segnato da questo tipo di attività: le alture, gli speroni, i rilievi hanno caratterizzato gli insediamenti umani che troviamo là dove sono presenti roccaforti naturali o giacimenti metalliferi. Ma i materiali vulcanici, ricchi di costituenti vitali e sede di passaggi acquiferi superficiali, hanno dato vita ad un paesaggio dalla vegetazione ricca e variegata e stabilito le giuste basi per la coltivazione agricola. L’attività vulcanica ha causato anche la formazione di grotte e anfratti alcuni dei quali molto caratteristici per forma e collocazione.

La ricerca, lo studio di particolari caverne, il ritrovamento di reperti significativi al loro interno hanno portato ad una diversa interpretazione dell’uso che gli antichi facevano di questi luoghi. Contrariamente a quanto si è sempre creduto, queste grotte non avevano una funzione abitativa ma, proprio per la loro natura, una funzione magico-sacrale, dove la magia è intesa come pratica per capire il mondo e i riti magici, gli incantesimi sono formule non per evocare eventi straordinari od oscuri ma sono una sorta di preghiera all’Essere che regola la Natura.

Gli antichi abitanti dell’Etruria non vivevano in caverne buie, ma accampati nei loro pressi; le profonde grotte oscure erano recinti sacri per riti e rituali speciali, o luoghi per seppellire i morti onorati. L’impiego delle grotte assume significati diversi ma profondi secondo le culture: il culto della fertilità o l’ambiguità dello spazio oscuro associato alla presenza di divinità malvagie che devono essere blandite e lusingate sono comunque presenti in tutte le religioni del mondo.
Il mondo sotterraneo è abitato dagli Dei degli Inferi, custodi del Mondi di Sotto. Il viaggio nel mondo sotterraneo può essre un rito di passaggio, una conoscenza della morte per poi rinascere a nuova vita.
Alberi, rocce, sorgenti, pozze d’acqua, grotte, non solo definiscono i confini geografici, ma sono le manifestazioni spirituali di un paesaggio sacro e vivente, in cui la terra non è “proprietà” dell’uomo nel senso moderno del termine: l’uomo ne è il protettore e il custode e senza la collaborazione o lo sviluppo di legami con le divinità che governano la terra, l’impresa umana è destinata al fallimento.

Ma le grotte sono considerate anche ingressi al mondo sotterraneo, tanto amato e venerato dagli antichi abitanti dell’Etruria. Il livello sottostante accoglie e riceve l’acqua che scava e penetra nella roccia da cui riemergerà facendo fiorire la vita. L’acqua di grotta è considerata pura e incontaminata.
Anche se questi siti sono abitati migliaia di anni prima degli etruschi, questi sono l’embrione di una società che con gli etruschi prenderà la forma definitiva e più importante.

Grotta dell'Utero di Pitigliano Etruscan Corner
La Grotta dell’Utero, nei pressi di Pitigliano, su un picco roccioso, ai margini della forra, ci mostra alcuni segni scolpiti, coppelle e canaletti di scolo per l’acqua suggerisce una attività magico-religiosa svolta in questo sito. Già la sua posizione, in alto, dal lato opposto dell’abitato da cui è divisa da una profonda forra, la colloca sicuramente in un luogo già particolare di suo, dove in alcuni periodi e in circostanze meteo particolari è avvolta da una leggera nebbiolina a suggerire che dalle grotte potessero nascere le nuvole.
Non sorprende, quindi, se qui vi si tenessero riti legati all’acqua fonte di vita, alla fertilità, alla Grande Madre da cui ogni forma di vita nasce.
La si raggiunge percorrendo un passaggio in discesa che attraversa un boschetto; si attraversa poi il fosso di Varpesca poi si risale raggiungendo la parete rocciosa dove si trovano, scavate, numerose coppelle dalla forma circolare o ellittica. La disposizione di queste piccole cavità fatte dall’uomo ricorda una mappa astrale.
Lo spazio naturale che riproduce la cavità del grembo materno, mostra in alcuni punti l’intervento dell’uomo come la creazione di un canale che dall’interno convoglia l’acqua, che penetra dal soffitto, verso l’esterno della cavità; l’esposizione della grotta, lo spazio intorno, le rocce presenti ai lati dell’ingresso, la raccolta dell’acqua sono la summa della cosmogonia dell’uomo, della sua origine e dei riti legati al suo sostentamento.
Lo spazio sacro ospita potenti divinità che possono aiutare od ostacolare l’impresa umana: i rituali effettuati nelle grotte sono particolarmente potenti perché invocavano la forza della Terra.
I pianori rocciosi intorno alla Grotta dell’Utero recano incise forme stilizzate dove possiamo riconoscere simboli fallici o incavi per la raccolta di liquidi. La particolarità è che tutti hanno forma circolare; il cerchio che rappresenta la sostanza primordiale, il cielo in rapporto alla Terra e al ciclo perenne della vita, il luogo sacro dove si concentrano le energie materiali e spirituali e il limite invalicabile che protegge dalle negatività esterne.

Grotte simili a questa di Pitigliano si trovano in molte altre parti del mondo. Vogliamo segnalare la Grotta dell’Utero a Nenkovo (Bulgaria), scoperta nel 2001, la cui apertura a forma di vagina conduce alla grotta profonda 22 metri, le cui pareti sono costantemente bagnate da infiltrazioni d’acqua. Sulla parete in fondo si trova un altare: quando il sole si avvicina al punto più alto nel cielo (mezzogiorno) la sua luce penetra nella caverna attraverso una apertura sul soffitto e proietta una forma riconoscibile di fallo. È noto il culto della Dea Madre praticato in questa zona selvaggia e rocciosa dei Balcani, un culto comune a tutti i popoli europei, fin dal 30.000 a.C.

Contattateci per una escursione alla Grotta dell'Utero

Etruscan Corner

Il progetto Etruscan Corner nasce nel 2015 da un’idea di Simona Daya Rivelli, si concretizza grazie alle competenze di Giacomo Mignani, si perfeziona con il lavoro artistico di Livia ed Elena Mignani e con la redazione curata da Francesca Marchi. Un lavoro di squadra che durante il suo percorso ha accolto e favorevolmente gradito la collaborazione di diversi appassionati dell’Etruria e della cultura di questi luoghi
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