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Lucumonia di Veio

Lukus Veii – Veina

Tito Livio nella sua Historiae descrive minuziosamente la città-stato etrusca di Veio e le quattordici guerre contro Roma che si protrassero per quattro lunghi secoli. Veio era una magnifica città nota per i suoi monumenti, per la sua ricchezza e per il numero enorme di abitanti. Con Cerveteri era il maggiore centro politico e culturale dell’Etruria. Si sviluppò a Veio la famosa scuola di coroplastica, la scultura in terracotta, il cui più celebre esponente fu Vulca; a lui attribuito è il meraviglioso Apollo di Veio. Secondo le più recentti teorie, a Veio nacque l’uso di decorare le pareti delle tombe con pitture.
Veio era l’estremo baluardo etrusco verso Roma e con la sua caduta ai romani si aprì un varco verso la conquista della Tuscia. Nel 396 a.C. , dopo un assedio durato ben 10 anni, sotto il comando di Marco Furio Camillo, Veio fu conquistata e totalmente saccheggiata, gli abitanti deportati e il territorio distribuito tra i cittadini romani. Si racconta che Marco Furio Camillo riuscì ad espugnare Veio grazie ad uno stratagemma: i romani scavarono profondi e lunghi cunicoli penetrando così dentro la città.
Lentamente Veio, abbandonata, si ridusse ad un cumulo di rovine tanto che se ne persero completamente le tracce fino al Seicento, quando i due archeologi ed eruditi Raffaele Fabretti e Famiano Nardini individuarono i resti dell’antica Veio presso Isola Farnese, una località a 20 chilometri da Roma.

Etruscan Corner Carta Geografica Lucumonia di Veio

 

Mappa di Veio Etruscan Corner

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