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Da Guaritrice A Strega Attraverso L'inquisizione

Da Guaritrice A Strega

Attraverso L’inquisizione

Da Guaritrice A Strega Attraverso L’inquisizione. ​Di Daya Rebelde

Domenica 30 Maggio 2021, durante l’evento Streghe e Stregonerie, Daya Rebelde ha tenuto una conferenza dal titolo Da Guaritrice A Strega Attraverso L’inquisizione. Per circostanze indipendenti dalla sua volontà, la conferenza è stata ridotta negli argomenti trattati. Ciononostante, è stata molto apprezzata dai presenti che hanno trovato molti spunti di riflessione e approfondimento.

Da Guaritrice A Strega - Evento Nepi
Locandina Evento

Da Guaritrice A Strega

Continua la serie dei raduni associativi dedicati alle tradizioni delle streghe e delle stregonerie.  Siamo arrivati alla nostra Quarta Edizione, una giornata nella natura all’insegna della magia, delle streghe, delle herbarie, della Wicca, dello sciamanesimo e della divinazione!
Domenica 30 Maggio saremo nella splendida Tenuta Valle Cento completamente immersa nella natura con tantissimo spazio all’aperto e un bosco privato, con aree dedicate a seminari ed esibizioni, laboratori e danze sacre, area market esoterico e artigianato, consultisti per divinazioni private, cerchi sciamanici e trattamenti di riequilibrio energetico.
ANIMA VERDE CALCATA
Quando pensiamo all’ uomo prima del Neolitico siamo portati ad immaginare un bruto scimmione con una clava in mano, che emette grugniti come unico mezzo di comunicazione tra i suoi simili. E che vive in caverne buie e umide.

Nulla di più sbagliato!

Ci troviamo, invece, in presenza di una società evoluta, creativa, egualitaria dove gli uomini erano déi, profondamente spirituali,  che comunicavano attraverso la telepatia.

Vivevano nelle iurte, dotate di tutti i confort,  e utilizzavano caverne e ipogei per compiere riti dedicati in particolare alla Grande Dea Madre, dispensatrice della vita, espressione della terra che si rinnova, simbolo dell’energia dell’universo.

Nelle caverne si recavano anche per dipingere, con una raffinatezza tale che Picasso ebbe a dire di avere appreso da loro ( grotte di Altamira e Lascaux, grotta Chauvet in Francia).

Da Guaritrice A Strega - Telepatia
Gli Aborigeni Australiani e gli Inuit comunicano attraverso la telepatia, la capacità di essere in completa sintonia di pensiero con qualcun altro, in qualsiasi posto, senza usare uno dei cinque sensi.

Da Guaritrice A Strega

Da Guaritrice A Strega - Crani a Confronto
Crani a Confronto (Credits: Curiosmos.com)

Da Guaritrice A Strega

Da Strega A Guaritrice - Braccialetto Denisovan
Il braccialetto trovato a Denisova è di cloritolite verde scuro. Dalla forma delicata, lucido, dimostra un alto livello di abilità tecnologiche; un foro per un ciondolo largo meno di 8 mm è stato praticato con un trapano conico che doveva funzionare a velocità considerevole!

Da Guaritrice A Strega

I giganti Denisovan erano l’élite delle società antiche. Recenti studi sul DNA hanno tracciato le migrazioni dei Denisovan e il loro incrocio con i Neanderthal e le prime popolazioni umane in Asia, Europa, Australia e nelle Americhe.

Le capacità mentali degli ibridi Denisovan-Neanderthal e Denisovan-umani hanno notevolmente accelerato la fioritura della civiltà umana oltre 40.000 anni fa.

Conoscitori di tecniche di costruzione,  inclusi strumenti e gioielli lavorati con precisione, abiti su misura e architettura allineata al cielo, furono i costruttori di Gobekli Tepe e dei tumuli del Nord America.

I Denisovan, di statura enorme, sono ricordati nelle leggende dei nativi americani come il Popolo del Tuono.  La loro esistenza è stata confermata da resti fossili trovati sia in Nord America che in Siberia. Nel Marzo 2010 gli scienziati hanno annunciato di aver trovato in una grotta a Denisova sui monti Altai, in Siberia, l’osso di un dito di una giovane donna vissuta circa 40.000 anni fa.

Nello stesso strato hanno trovato manufatti, tra cui un braccialetto di pietra, che sono stati datati al carbonio allo stesso periodo.

Il culto  della Dea Madre è stato dominante nell’Europa del Neolitico Antico, tra il 7000 e il 3500 a.C.

Un’Europa abitata da popoli felici che risiedevano in piccole comunità, non conoscevano la guerra, vivevano in armonia con la natura.

Le donne avevano un ruolo primario nell’organizzazione sociale e nella vita religiosa. Una vita serena che cessò verso il 3000 a.C quando cominciarono ad arrivare da Est orde di Kurgan, cavalieri armati che distrussero le società gilaniche  e la pace dei popoli.

Come ci insegna Marija Gimbutas, archeologa e studiosa lituana, le comunità Gilaniche erano egualitarie e pacifiche.  Un pezzo di Storia che è stato deliberatamente eliminato dai libri di scuola.

Le numerose statuette della Dea Madre attestano che all’inizio dio era donna e che, di conseguenza, queste società non contemplavano l’uso della forza fisica (come strumento organizzativo, offensivo e difensivo, prerogativa maschile opportunisticamente utilizzata dagli Stati creatori di eserciti e di repressione istituzionalizzata e legalizzata).

La parola ‘gilan’, deriva dall’unione di ‘gi’ + ‘an’, abbreviazioni dei termini greci giné (donna) e andros (uomo).

Nella pratica del quotidiano vivere, il tutto si traduce come civiltà organizzata e non violenta, in cui uomini e donne hanno gli stessi diritti e doveri diversi: gli uomini si dedicavano soprattutto a procurare il cibo con la caccia, le donne si occupavano dei figli e di raccogliere le erbe medicinali.

Erano quindi detentrici di un sapere che le poneva a custodia della salute.

Esistono moltissime grotte con pitture e incisioni rupestri di diversi animali come bisonti, mammut rossi, gufi, rinoceronti, leoni, orsi, cervi, cavalli, iene, renne ed enormi felini scuri.

Questo perché gli uomini erano cacciatori sì,  ma solo per necessità e creavano con la selvaggina un rapporto totemico. Quindi uccidevano, ma con rispetto.

Era l’unica attività cruenta delle comunità di quel periodo, non esistevano guerre perché non esisteva ancora il concetto di “proprietà”.

In nessun sito o tomba gilanica sono state trovate armi, neppure nell’età della lavorazione dei metalli. Nessuna raffigurazione rupestre riporta scene di guerra.

Presso questi popoli l’Arte era fiorente e sofisticata, gli individui erano in costante armonia con la Natura e si professava il culto per la vita, quindi gli strumenti di morte non erano contemplati, né ammessi.

Da Guaritrice A Strega - Dea Madre di Turriga - Sardegna
Dea Madre di Turriga – Sardegna

Da Guaritrice A Strega

Non c’era nessuna intenzione di nuocere o di sottomettere, niente eserciti, niente repressioni, niente ingiustizie, niente gerarchie, niente mura di cinta: in un contesto così libero e pacifico, non potevano che nascere individui altrettanto liberi e pacifici, capaci di perpetuare questo modello di giustizia sociale.

La portata di questa scoperta è talmente grande e ‘pericolosa’ che ha giustificato la sua costante censura da parte delle istituzioni.

Questa scoperta, che ha spaccato anche il fronte degli archeologi, mina profondamente il nostro imprinting secondo cui non esiste altra forma di potere (e di ‘civiltà’) se non quello statale e gerarchico.

Le società gilaniche ci danno la prova che si può fare a meno dello Stato, ci dimostrano che vivere senza sovrani, senza leggi statali, senza gerarchie e soldati, alimenta la pace, la fratellanza e forgia coscienze raffinate e colte.

Ma perché le società gilaniche sparirono?

Da Guaritrice A Strega - Kurgan
Guerrieri Kurgan

Da Guaritrice A Strega

Da Guaritrice A Strega - Ferro Meteorico
Ferro Meteorico – Reperibile in forma già lavorabile (con l’aiuto del calore) all’interno dei meteoriti ferrosi precipitati sulla Terra. Non necessita di fusione per essere pulito dalle impurità o separato dal materiale roccioso inutilizzabile. 

Da Guaritrice A Strega

Intorno al 4000 a.C. arrivano le popolazioni Kurgan, tribù pastorali nomadi,  provenienti dall’area caucasica e siberiana. Avevano addomesticato il cavallo e sapevano forgiare il ferro meteorico per costruire armi di offesa.

Un esempio di lavorazione del ferro meteoritico è la daga di Tutankhamon. L’arma, scoperta nel suo fodero di fianco alla mummia del faraone, ha intrigato per molto tempo gli archeologi per l’abilità dimostrata dai fabbri che parteciparono alla sua realizzazione.

I popoli Kurgan praticavano un’agricoltura rudimentale, conoscevano la ruota leggera, quella con i raggi, che imprimeva maggiore velocità ai carri.

Con le armi assoggettarono le pacifiche popolazioni Gilaniche.

Nella Bibbia viene citato Tubalcain, il mitico fabbro degli Dei (maschili) ,” il quale fabbricò per primo le armi per assassini”. Questa definizione ci fa capire che prima dei Kurgan l’uomo non uccideva gli altri uomini, ma solo gli animali per cibarsene.

Con i Kurgan nasce una società gerarchica e piramidale, basata sulla forza e sulla predazione.

La donna perse il suo antico potere e tutti furono assoggettati entro rigide regole e leggi sedicenti divine diventando schiavi permanenti.

Nasce la cultura del dominio e la struttura piramidale dove una ristretta oligarchia comandava i molti. E nasce l’idea di proprietà privata: il sistema sociale diventa patrilineare e patriarcale.

L’Arte è quell’espressione dell’essere umano che rivela, racconta, sintetizza il contesto sociale e la cultura di un popolo.

Le pitture rupestri trovare all’interno delle grotte dimostrano una notevole tecnica e una grande sensibilità.

Un esempio sono le magnifiche pitture e incisioni rupestri della Grotta Chauvet, nel sud-est della Francia.

Scoperta nel 1994 dagli speleogi-archeologi Jean-Marie Chauvet, Éliette Brunel Deschamps e Christian Hillaire a Vallon-Pont-d’Arch, in Ardèche (Francia), la caverna conserva le pitture rupestri più antiche al mondo per quanto riguarda l’arte rappresentativa, essendo stata perfettamente sigillata da una frana e rimasta dunque murata e inaccessibile a uomini e animali per migliaia e migliaia di anni.

I capolavori di questa sorta di santuario ctonio si estendono per cinquecento metri.  La caverna è stata nominata “la Cappella Sistina preistorica” ed è immortalata, tra gli altri, da Werner Herzog nel documentario Cave of Forgotten Dreams.

Nelle pareti si trovano 447 dipinti di animali di 14 specie diverse. Le datazioni al radiocarbonio hanno stabilito che risalgono a non meno di 37.000 anni fa, ossia al periodo Aurignaziano.

Da Guaritrice A Strega - Grotta Chauvet-Cavalli
Grotta Chauvet – Cavalli

Da Guaritrice A Strega

Queste opere sono in netto contrasto con l’arte geometrica di periodi molto successivi, quasi che l’uomo fosse regredito di millenni.

Un caso particolare è l’arte che si può ammirare a Creta. Essendo un’isola, essa fu l’ultimo baluardo gilanico che resistette all’invasione dei popoli kurgan, fino al 1500 a.C.

I libri scolastici ci hanno insegnato ad associare a Creta l’attributo ‘minoico’, poiché Minosse fu un re cretese .

Ma cosa c’era a Creta prima di questo sovrano despota? Come vivevano i cretesi gilanici? Cosa ci raccontano i reperti artistici?

Nel famoso palazzo di Minosse, oltre alla raffinata architettura del palazzo stesso, si possono ammirare splendidi affreschi decorativi.

Uno su tutti, quello conosciuto erroneamente come Tauromachìa. Mai titolo fu più sbagliato.

Infatti la tauromachìa sottintende l’ uccisione del toro: ma qui non è rappresentato tutto ciò.

L’affresco rappresenta invece tre giovani, due donne e un uomo, che eseguono esercizi di Taurocatapsia, ovvero il salto del toro.

Ragazzi e ragazze erano infatti addestrati per compiere pericolosi esercizi durante le feste sacre. I partecipanti dovevano volteggiare in groppa al toro in corsa.

La Taurocatapsia era, infatti, un gioco di forza, tempismo, destrezza ed eleganza. L’atleta doveva dimostrare di avere doti di coraggio, coordinamento e vigore.

Niente di cruento nei confronti del toro.

Da Guaritrice A Strega - Taurocatapsia
Taurocatapsia

Da Guaritrice A Strega

I libri e i mass-media in genere, ci hanno sempre insegnato che ‘la civiltà’ (con tutto il peso che riveste questa parola) sia iniziata là dove sono sorti i primi Stati, le polis, le grandi monarchie (egizi, babilonesi, sumeri, assiri, ittiti, fenici, greci…).

Come se prima della nascita degli Stati ci fossero stati soltanto clan, tribù incivili di uomini e donne, poco evoluti, quasi bestie, e anche disorganizzate.

Da Guaritrice A Strega - Egizi
Antichi Egizi: la civiltà piramidale in tutti i sensi.  Al vertice c’era il Faraone, che poteva interloquire sia con le divinità che il mondo umano. A seguire vi sono le classi sociali più privilegiate e meno numerose. Più in basso, le classi inferiori, più numerose.

Da Guaritrice A Strega

Da Guaritrice A Strega - Etruschi
Nella società etrusca non esisteva una separazione netta fra i sessi, né nella vita di tutti i giorni né nelle occasioni pubbliche. Nell’onomastica etrusca al patronimico veniva aggiunto anche il matronimico.

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Da Guaritrice A Strega - Greci
I Greci: città stato fortificate. Gli aristocratici erano le persone che avevano più potere, seguiti dai commercianti. La maggior parte della popolazione era composta da agricoltori, allevatori, pescatori e operai. Essi non potevano partecipare alla vita politica della città. Infine vi erano gli schiavi, che non erano persone libere.

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Da Guaritrice A Strega - Romani
I Romani. La società era divisa in tre classi sociali: i patrizi, i plebei e gli schiavi. In poche centinaia di anni i Romani divennero i padroni della maggior parte del mondo allora conosciuto. L’artefice delle loro conquiste fu l’esercito, ben addestrato, disciplinato e tecnologicamente all’avanguardia. Tali conquiste furono mantenute grazie agli apparati di governo, alla certezza del diritto e all’universalismo romani.

Da Guaritrice A Strega

Da Guaritrice A Strega - Madonne
La Dea dai mille nomi

Da Guaritrice A Strega

Al contrario, queste società preistoriche erano organizzate in clan o tribù che possiamo immaginare come un cerchio attorno alle due figure principali, il capocaccia e lo sciamano, che potevano anche essere delle donne.

Il potere della donna era inteso non come dominio ma come capacità di illuminare e trasformare la coscienza umana.

Un potere, quindi, non terreno ma spirituale che si estrinseca non solo nella conoscenza e nella saggezza, ma soprattutto nella verità, nell’amore, nella giustizia.

Veniva allora venerata la Dea Madre nel suo triplice aspetto: la Giovane, simbolo del nuovo inizio; la Madre, generatrice della vita, disponibile e compassionevole;  la Vecchia Saggia, rappresentante il culmine della vita nella totale conoscenza ed esperienza.

Queste qualità verranno in seguito attribuite alla Vergine Maria ma con alcune significative omissioni.

Per l’appunto Maria è vergine, una eterna adolescente che mai diventa madre se non in un senso quasi astratto, che mira a togliere alla donna il suo più grande potere, quello di creare la vita. Maria non è più la grande Dea Iside, Astarte, Kuan Yin, Bastet.

La Dea dai mille nomi diventa il contenitore umile e sottomesso di un concetto maschile, il figlio di Dio. Tutto diventa astratto, cerebrale come nel mito greco della creazione di Atena dalla testa di Zeus.

Il potere di creare viene trasferito al Dio patriarcale, seduto nel suo trono nell’alto dei cieli, separato dalla Natura, furioso e vendicativo.

Con la religione greca e successivamente con il Concilio di Nicea, tenutosi nel 325, convocato e presieduto dall’imperatore Costantino I, si vogliono dare ordine e regole alla parte spirituale dell’essere umano.

Uomini obbligati alla castità dettano le norme sulla sessualità degli altri, sul valore delle donne. Ricordiamo Agostino di Ippona che disse: le donne sono il vaso che contiene ogni impurità! 

Nasce la religione patriarcale che segnerà la fine della spiritualità antica legata al culto della Grande Madre. Ne consegue l’alienazione dell’uomo dalla natura e da se stesso, i cui effetti sono ben evidenti nella società odierna.

In epoca medievale le donne erano considerate esseri fisicamente deboli, moralmente fragili, creature da proteggere. Sottoposte alla sorveglianza e alla guida degli uomini a cui dovevano assoluta obbedienza.

Le donne,  ancora depositarie di antichi saperi,  diventano “streghe” nell’accezione più negativa del termine. Fra il 1227 ed il 1235 fu instaurata l’Inquisizione contro le “streghe” e contro gli “eretici” con una serie di decreti papali che autorizzano anche l’uso della tortura per estorcere confessioni di stregoneria da parte delle donne sospettate.

In tre secoli si stima che furono sterminati milioni di persone per stregoneria di cui l’80% donne e bambine.

Da Guaritrice A Strega - Caccia allae Streghe
Streghe al Rogo

Da Guaritrice A Strega

Nel mondo arcaico e cosiddetto pagano (da pagus, villaggio) si ricorreva con molta frequenza alle pratiche magiche con scopi benefici (guarire le malattie, invocare la pioggia).

La stessa religione cristiana fa propri alcuni ruoli che l’antica madre aveva in epoche precedenti. Ne utilizza i simboli e le pratiche rituali.

Basti pensare al calendario delle festività cristiane che collimano con molte cosiddette pagane, in particolare celtiche.

Ancora oggi, nel mese di maggio, si rinnovano quegli antichi culti di origini pagane, dedicati alla Dea Madre e legati al rinnovarsi della natura in primavera e all’abbondanza,  ai quali sono state sovrapposte le celebrazioni cristiane.

Alla Madonna, Vergine e Madre, però viene tolta la sapienza e la conoscenza. Nascono le Università dove solo la componente maschile della popolazione poteva accedere.

Si appropriano della medicina e dei misteri del concepimento, del parto, della vita. La donna diventa solo un “involucro”.

L’inquisizione riuscì sia a cancellare quasi totalmente le capacità magiche della mente umana, sia a togliere alle donne il loro ruolo di mediche e sacerdotesse, e la medicina divenne un’attività maschile, anche in ambiti nei quali è assurdo, come nella ginecologia e nell’assistenza al parto.

Le tradizioni iniziatiche furono quasi del tutto cancellate o vietate, al contrario di ciò che avvenne per gli ordinamenti maschili che furono segretamente e legittimamente trasmessi.  Il ruolo della donna diventa subordinato in ogni ambito della vita sociale.

Santa Cristina da Bolsena, è una metafora di questa distruzione.  Originariamente chiamata Vorsinia, la santa incarna il martirio, pratica molto cara ai primi cristiani, i quali sono irremovibili nella convinzione che sarebbe stata meglio la morte piuttosto che il ritorno alle vecchie credenze.

Una leggenda poco conosciuta dice che questa santa subì ogni tipo di martirio, fu torturata, gettata tra i serpenti, bruciata ,e infine annegata nel lago di Bolsena.

E ogni volta riusciva a sopravvivere.

Questa figura è l’immagine della lenta morte della Dea, smembrata in mille pezzi, che ogni volta risorge come la Fenice. Ancora adesso nel culto delle Madonne Nere vediamo chiare tracce della Grande Dea Nera.

Santa Lucia, il cui nome significa nata con la luce, rappresenta il terzo occhio che viene accecato. Il terzo occhio dei chakra, se aperto completamente fa acquisire una consapevolezza superiore degli avvenimenti permettendo di notare dettagli che prima non si vedevano.

La nascita della civiltà occidentale avviene, quindi,  più o meno intorno al 5000 a.C., secondo la Storia ufficiale.

Prima di quel periodo non esisteva niente, solo dei bruti cavernicoli.

Ci troviamo in presenza di una programmazione che ha falsificato la Storia tagliandone via almeno 15000 mila anni di civiltà.

L’idea di società gilaniche dove si può vivere senza gerarchie e soldati, che alimenta la pace, la fratellanza e forgia coscienze raffinate e colte è talmente pericolosa che giustifica la sua costante censura.

Mette in crisi l’imprinting secondo cui non esiste altra forma di civiltà se non quella guerriera e divisiva.

Gli studi di Marija Gimbutas e Riane Eisler (antropologa) si muovono in un terreno di impegno sociale ad indirizzo marcatamente femminile intorno alla fine degli anni ’60 dello scorso secolo, attirandosi le opposizioni  da parte di ogni accademico dell’epoca.

Questo malinteso culturale ha messo in secondo piano l’importanza dei loro studi. La società di cui facciamo parte ha una struttura gerarchica e innegabilmente patriarcale, in cui il cognome familiare (discendenza arbitraria) deriva dal padre, mentre il genoma (discendenza oggettiva) viene trasferito dalla madre ai figli.

In questo tipo di società, la donna per affrancarsi da millenni di schiavitù,  si è emancipata assumendo un ruolo maschile pseudo egualitario, che l’ha allontanata dalla sacralità del suo Femminile, togliendo anche all’uomo la sacralità del proprio Maschile.

Oggi è necessario ritrovare la Dea dentro di noi, le qualità femminili di accoglienza e compassione, nutrimento e amore, collaborazione e condivisione, per contrastare la credenza di aver bisogno di strutture sociali e religiose organizzate, che si sta trasformando in una gigantesca forma-pensiero schiavizzante.

Rifiuto l’assunto secondo il quale con il termine civiltà ci si riferisca necessariamente a società guerriere maschili. La base di ogni civiltà risiede nel suo livello di creazioni artistiche, di conquiste estetiche, di valori non materiali e di liberà, che danno significato, valore e gioia alla vita per tutti i suoi cittadini, così come un equilibrio di potere tra i due sessi. ~ Marija Gimbutas

Da Guaritrice A Strega - Marija Gimbutas
Marija Gimbutas

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