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Carnevale Il Mondo alla Rovescia

Carnevale il Mondo alla Rovescia Baronia di Cerveteri Etruscan Corner

Carnevale a Roma, olio su tela di Johannes Lingelbach

Ancora oggi, nel mondo contemporaneo, il Carnevale conserva un posto preminente nell’immaginario individuale e collettivo. Esso si colloca, per i suoi significati simbolici e sociali – sia pagani sia religiosi -, tra i grandi riti che ciclicamente si celebrano nelle nostre comunità al pari della Natività e della Pasqua, coinvolgendo in feste e mascheramenti individui e gruppi di tutte le età e tutte le classi sociali.
Il rito carnevalesco affonda le sue radici nella notte dei tempi rimandando ad una tradizione rievocata fin dalle più antiche civiltà, in primis quella egizia e babilonese. Nelle antiche culture il tempo solare era assunto come ciclico ed alla sua morte simbolica, raffigurata dal gelido inverno che priva la terra dei suoi frutti, seguiva la resurrezione e la rinascita della terra, rappresentata dalla primavera, che con il germogliare generoso dei frutti consentiva il nutrimento delle genti e degli animali. Simbolicamente il Carnevale è la rappresentazione dell’inizio del nuovo anno e rimanda al mito del caos primordiale prima della creazione dell’universo. La fine del carnevale segna, invece, la successiva costituzione dell’ordine cosmico e delle sue leggi.
In questa fase di passaggio tra il vecchio e il nuovo si avvera il crollo dell’ordine costituito, delle sue norme e dei divieti, la confusione regna massima ed è caratterizzata dal rovesciamento della realtà, dallo sconvolgimento delle condizioni sociali. Nei popoli antichi lo schiavo veniva promosso padrone e il padrone serviva gli schiavi; in Mesopotamia si deponevano e si umiliavano re e dignitari. Anche il mondo greco e latino riproponeva la tradizione della fine dell’anno e l’attesa del nuovo anno: in Grecia con i riti e festeggiamenti dionisiaci, presso i romani con la celebrazione dei saturnali. Durante le feste dionisiache e nei saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto alla sospensione delle norme, al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza sfrenata e orgiastica.
Nel Medioevo il Carnevale era contrassegnato da grasse e abbondanti mangiate accompagnate da ricche bevute, il tutto nella più totale sregolatezza dei costumi, nelle burle e negli sberleffi, nella sguaiatezza dei canti e dei balli ininterrotti. Il “Re Carnevale”, re supremo dei festeggiamenti, garantiva l’allegra pazzia e la sospensione temporanea delle leggi, delle regole e della morale. Il mondo veniva rappresentato al contrario e i ruoli sociali si invertivano: gli uomini si abbigliavano come le donne e viceversa, i poveri da ricchi, i ricchi da accattoni o da giullari. Alla fine del temporaneo sovvertimento, il tempo e l’ordine del cosmo, sconvolti nella tradizione carnevalesca, venivano ricostituiti con un rituale comprendente un processo di purificazione che comportava il bruciamento del “Re carnevale” rappresentato da un fantoccio.
Nel XV e XVI secolo, a Firenze i Medici organizzavano grandi mascherate su carri chiamate “trionfi” e accompagnate da canti carnascialeschi, cioè canzoni a ballo di cui anche Lorenzo il Magnifico fu autore. Celebre è “ Il trionfo di Bacco e Arianna” scritto proprio dal Magnifico. Ancora oggi, in Italia, le sfilate dei carri allegorici, il bruciamento del “Re Carnevale” avvengono alla fine dei festeggiamenti in molti comunità a significare il ritorno all’ordine del tempo e delle leggi.

Nel novero dei festeggiamenti legati al Carnevale, l’Associazione “ La Baronia di Cerveteri – Gruppo Danza Antica” si esibirà in uno spettacolo in costume con danze, canti e musiche dell’epoca rinascimentale dal titolo “Il Carnascial che volsi…” presso il teatro Agorà di Ladispoli il giorno 22 febbraio 2015

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Baronia di Cerveteri il Carnascial che Volsi Ladispoli Etruscan Corner

Baronia di Cerveteri il Carnascial che Volsi Ladispoli 22 febbraio 2015

Salvatore Uroni

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