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Scrittura Arcaica Celti ed Etruschi De Bello Gallico

Scrittura Arcaica Celti ed Etruschi

Nel I secolo a.C. Giulio Cesare redige il De Bello Gallico, un accurato diario delle campagne di conquista dei territori conosciuti allora come Gallia.

La Gallia è, nel suo complesso, divisa in tre parti: la prima la abitano i Belgi, l’altra gli Aquitani, la terza quelli che nella loro lingua prendono il nome di Celti, nella nostra, di Galli.
(I Celti) Non ritengono opportuno trascrivere i loro sacri precetti. Invece per gli altri affari sia pubblici sia privati fanno uso dell’alfabeto greco

Gaio Giulio Cesare, De Bello Gallico, I, 1

Imperatore romano

Questo, secondo il resoconto di Cesare, il rapporto tra i Celti e la scrittura: praticamente inesistente. I dati archeologici concordano: pochi i documenti scritti giunti fino a noi, la maggior parte dei quali sono iscrizioni su pietra, metallo, ceramica e altro materiale d’uso quotidiano. Nessun trattato religioso. Nessuna raccolta giuridica, nessuna opera letteraria o poetica.

Scrittura Arcaica Druido

Druido
Scrittura Arcaica Celti ed Etruschi

Perché i Celti non utilizzavano la scrittura, pur conoscendola?

I motivi di questa avversione sono chiariti dallo stesso Cesare:

«primo, non vogliono che le norme che regolano la loro organizzazione vengano a conoscenza del volgo;

secondo, perché i loro discepoli, facendo conto sugli scritti, non le studino con minore diligenza.

Succede spesso infatti che, confidando nell’aiuto della scrittura, non si tenga adeguatamente in esercizio la memoria».

Precetti Religiosi e Regole Giuridiche

Presso i Celti gli unici depositari della conoscenza erano i Druidi, cioè i membri della casta sacerdotale. Mettere per iscritto un precetto religioso, una regola giuridica, una nozione qualsiasi era dunque per loro, al contrario di altri popoli come i Romani e i Greci, assolutamente dannoso. Il rischio era che formule magiche, rituali o altre nozioni considerate segrete cadessero nelle mani sbagliate, con esiti forse funesti.
Nel passo già citato, Cesare parla dello sporadico utilizzo, da parte dei druidi, dell’alfabeto greco, dato confermato dai ritrovamenti archeologici  (monete, iscrizioni).

Ma i Celti utilizzano anche un tipo di scrittura i cui esempi si trovano incisi nelle rocce di Scozia, Irlanda, Galles e Isola di Man.

Stiamo parlando della scrittura Ogam, conosciuta anche come Alfabeto Arboreo (ogham craobh, scrittura arborea). Questo sistema di scrittura verticale, procedente dal basso verso l’alto, richiamava la forma di un albero, un tronco da cui si diramavano i rami.

Le singole lettere sembra prendessero il nome da vari alberi e arbusti di cui erano le iniziali mentre il termine ogam deriva dal nome del dio Ogma, che secondo la tradizione ne fu il creatore.

Alfabeto Ogam o Arboreo

Alfabeto Ogam
Scrittura Arcaica Celti ed Etruschi

Il Culto della Dea Madre

Quindi, ci troviamo di fronte a un tipo di grafia legata al culto della Natura, delle piante, degli alberi tanto cari ai Celti. Un culto femminile strettamente collegato alla Dea Madre Terra, soppiantato poi dalla predominanza di culture maschili che cancellarono ogni traccia di tale pratica devozionale.

Anche in Sardegna sono stati ritrovate iscrizioni in alfabeto ogan su alcune rocce e su importanti e antichi manufatti, a dimostrazione che l’alfabeto ogan era utilizzato molto prima dell’avvento dei Fenici (Ottavo sec. a.C.).

Scrittura Arcaica Sardegna

Pietra Incisa
Sardegna
Scrittura Arcaica Celti ed Etruschi

Scrittura Arcaica Isole Canarie

Pietra Incisa
Isole Canarie
Scrittura Arcaica Celti ed Etruschi

E gli Etruschi?

L’avversione dei Celti nei confronti della scrittura può essere lo spunto per accomunare le loro vicende a quelle degli Etruschi.

Infatti, di questo popolo non abbiamo nessuna fonte scritta, tranne alcune incisioni su vasi di ceramica o notizie derivanti dagli storici romani.

È quindi probabile che anche gli Etruschi trasmettessero le loro conoscenze oralmente e utilizzassero una forma di scrittura “elementare” solo per informazioni di uso quotidiano e pubblico/amministrativo.

Pietra Incisa Alfabeto Runico

Pietra Incisa Alfabeto Runico
Scrittura Arcaica Celti ed Etruschi

Proto-scrittura

Quando accade che l’uomo decide di descrivere concetti e tramandarli graficamente?

È difficile individuare questo momento. Sappiamo che la proto-scrittura è legata al disegno, alla rappresentazione visuale di un concetto o di un’esperienza.

Un esempio possono essere gli ideogrammi cinesi e giapponesi dove il disegno si traduce convenzionalmente in una vera e propria forma di scrittura.
Il linguaggio dei segni e la forza simbolica che racchiudono hanno su di noi osservatori lo stesso impatto emotivo scatenato dalla visione di un’opera d’arte; e spesso accade che osservando simboli sconosciuti si riesca comunque a coglierne il significato recondito.

In Italia l’attenzione di un numero sempre crescente di studiosi è stata attirata dai Celti, popolazione considerata a torto marginale nella storia della Penisola.
Soprattutto, si scoprono interessanti rapporti con gli Etruschi con i quali, molto probabilmente, condividevano le antichissime e misteriose origini.

Scrittura Arcaica Modello Alfabetico e Sistema Scrittorio

Etruscan Corner

Il progetto Etruscan Corner nasce nel 2015 da un’idea di Simona Daya Rivelli, si concretizza grazie alle competenze di Giacomo Mignani, si perfeziona con il lavoro artistico di Livia ed Elena Mignani e con la redazione curata da Francesca Marchi. Un lavoro di squadra che durante il suo percorso ha accolto e favorevolmente gradito la collaborazione di diversi appassionati dell’Etruria e della cultura di questi luoghi
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