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Gli Etruschi e la Matematica Sacra

Gli Etruschi e la Matematica Sacra

La matematica è il linguaggio base dell’universo (Galileo Galilei)

La scienza iniziatica tradizionale sa che i numeri regolano l’Universo e che il loro linguaggio è per eccellenza il linguaggio universale. I numeri rappresentano l’essenza delle cose, gli Archetipi primi della Creazione, grazie alle loro proprietà e alle loro complesse relazioni che riflettono nel mondo naturale l’Ordine del Mondo Divino. Pitagora (VI sec. a.C.), iniziato a varie scuole misteriche, in special modo a quella egizia, identificò nella matematica la disciplina in grado di dare ordine al Caos del Mondo.

Dai Sumeri ai Babilonesi, passando per la Cabala dove la conoscenza si raggiunge attraverso lo studio dei numeri, la numerologia ha origini antichissime.
Nel simbolismo numerico la processione dei numeri è l’espressione di un processo spirituale creativo; l’infinita serie dei numeri si suddivide in pari e dispari che riflettono la natura solare o lunare di tutte le cose. I numeri perfetti sono quelli posti in relazione agli Archetipi del Processo creativo (1, 3, 7, 10), mentre i numeri primi (divisibili solo per sé stessi o per uno) possiedono quella qualità unitaria che li rende direttamente connessi con lo spirito divino.
Esistono poi i numeri particolari come il Pi greco e il Numero d’Oro che esprimono rapporti tra numeri, combinazioni di numeri sacri, alfabeti arcaici e armonia delle forme naturali.
In particolare, il 3 rappresenta il mondo spirituale e la perfezione; il numero 12, in stretta relazione con il 3, indica il modello cosmico di armonia e la conclusione di un ciclo compiuto.  È anche il simbolo della prova iniziatica che permette di passare da un piano ordinario ad un piano superiore, sacro. Non a caso 12 sono le prove da superare per raggiungere la crescita e la trasformazione.

Corinne Morel pubblicato nel Dizionario dei simboli, dei miti e delle credenze (Giunti Editore, 2006):

Il dodici segna l’ingresso nella pubertà e dunque induce l’idea di una trasformazione radicale […che] si fonda su un passaggio molto difficile e faticoso che è il solo che davvero porta a crescere. È per questo che il dodici traduce implicitamente gli ostacoli, i passaggi difficili, gli enigmi da risolvere. Nella maggior parte delle società, i riti iniziatici, destinati a far accedere allo stato di adulto, si praticano nel dodicesimo anno di età.

I multipli dei numeri sacri sono a loro volta un passaggio successivo nella crescita e nella ricerca della propria essenza divina. Nel libro della Zohar dove Il visibile non è altro che il riflesso dell’invisibile, si legge che gli uomini giusti sono 72 (un multiplo di 12 e il doppio di 36) e ogni uomo giusto si deve attivare per utilizzare il suo potere occulto nel momento in cui una minaccia incombe su una comunità e deve ritornare nell’ombra una volta che la sua missione è compiuta.

Queste conoscenze arcaiche possono essere applicate anche al mondo etrusco dove 12 erano le Lucumonie e i Lucumoni che di sicuro erano i saggi riconosciuti che dovevano attivarsi quando era necessario stabilire nuovi tracciati per guidare il loro popolo.

Il numero 36 risale all’astrologia arcaica secondo la quale i 360 gradi in cui è ripartita la misura dell’universo sono divisi in 36 porzioni ciascuna delle quali corrisponde a un saggio preposto, insieme a tutti gli altri, alla sorveglianza dell’universo. Il 6, radice quadrata di 36, è per la filosofia alessandrina, il simbolo della creazione del mondo.
Rispetto alla simbologia del numero 36 nel Talmud di Babilonia si legge che

Ci sono 36 uomini giusti(Tzaddikim) in ogni generazione che manifestano di contenere la Shechina (Presenza divina).

 

Gli Etruschi e la Matematica Sacra. Light Chamber

La Grotta delle 36 Nicchie alla convergenza dei tre Fossi (Nova, Orsina e Maggiore) nei pressi di Farnese, è la testimonianza che con molta probabilità le competenze degli antichi abitanti dell’Etruria, ben prima degli Etruschi, si basavano su conoscenze universali circa le misteriose forze che regolano la vita dell’Universo.  Gli Etruschi altro non fecero che riprendere e tramandare le antiche conoscenze, continuando e perpetrando riti volti al culto dell’Acqua, del Fuoco, di tutte le Energie terrestri.

 

Perché i siti sacri sono individuabili in zone particolari, sulle Linee Sincroniche, i grandi fiumi di energia che circondano il nostro Pianeta e lo collegano all’Universo. Immaginiamo quindi 36 uomini saggi che, quando percepivano una minaccia per la comunità, si riunivano all’interno della Grotta, ciascuno sistemato in una delle nicchie, che con la potenza della meditazione e con il sostegno di preziosi cristalli facevano sì che tutte le energie negative venissero allontanate e fosse ristabilita l’armonia all’interno del gruppo insediato sul territorio.

La suddivisione della grotta in camere suggerisce anche un percorso iniziatico che si compiva nella penultima sala dove troviamo due piccole nicchie scavate nella parete e collegate tra loro da una scanalatura, una sorta di Camera della Luce utile per ascendere al livello superiore, ovvero diventare un saggio in grado di decifrare e comprendere gli elementi e leggere il futuro.

Ma anche una Camera dove si praticava la guarigione con le vibrazioni, con la luce e il suono.

Gli Etruschi e la Matematica Sacra. Linee Sincroniche

Gli Etruschi e la Matematica Sacra
Le linee sincroniche sono linee nelle quali viaggiano la conoscenza, l’immaginazione, il linguaggio emozionale, l’elevazione dello spirito, le trasformazioni dal punto di vista psichico, l’accesso alle altre dimensioni e la sostanza-non-sostanza, cioè quella forma di energia sottile che è modellabile con il pensiero.

La musica con una specifica frequenza, infatti, aiuta a raggiungere uno stato meditativo ricettivo e profondo ed è la frequenza specifica in cui il DNA comincia a riparare se stesso, tipo di risanamento del corpo conosciuto e praticato anche dagli antichi egizi. Nell’ultima sala è posta una vasca che possiamo associare alla Polla Sacra druidica, dove l’acqua sorgiva permetteva ai sacerdoti e alle sacerdotesse di visualizzare frammenti di ciò che doveva avvenire.

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Il progetto Etruscan Corner nasce nel 2015 da un’idea di Simona Daya Rivelli, si concretizza grazie alle competenze di Giacomo Mignani, si perfeziona con il lavoro artistico di Livia ed Elena Mignani e con la redazione curata da Francesca Marchi. Un lavoro di squadra che durante il suo percorso ha accolto e favorevolmente gradito la collaborazione di diversi appassionati dell’Etruria e della cultura di questi luoghi
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