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Da Dea A Dio

Da Dea A Dio

La Signora Del Cielo

Da Dea A Dio – La Signora Del Cielo. Di Etruscan Corner

Nelle Metamorfosi di Apuleio (II secolo d.C.) il protagonista, Lucio, compie un viaggio iniziatico che lo porterà a incontrare Iside. La Dea stessa si definisce “Regina del Cielo” e dichiara: La mia divinità è adorata in tutto il mondo, in diversi modi, in costumi variabili e con molti nomi.

Iside appare a Lucio: indossa una tunica dai colori cangianti e un manto arricchito di fiori, di rose (fiore a lei sacro), frutti e stelle scintillanti: è la madre di tutte le genti della Terra, è la Dea Myrionyme ovvero dagli infiniti nomi.

Da Dea A Dio - Dea Madre Çatalhöyük - Anatolia

Dea Madre Çatalhöyük, Anatolia

Da Dea A Dio

​Per oltre 20 millenni non vi fu altro dio che la Dea Paleolitica.

“Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole” , Genesi 11:1-9.

Poi, con un aumento delle migrazioni e l’arrivo dei popoli Kurgan la Dea assumerà volti e nomi diversi. La sua storia si fa più complessa.

Entrano in scena figure maschili, mariti, fratelli, padri che l’accompagnano.

Ad esempio, Ninhursag, una delle divinità più potenti durante il III millennio a.C., finì per essere soppiantata dal Dio Enki a cui passarono gran parte degli attributi che aveva la Grande Dea neolitica.

Tra natura e cultura, tra sociale e divino, tra padre e madre comincia a crearsi una fatale spaccatura.

Nell’iconografia, oltre alle caratteristiche tipiche della Dea Madre (i seni, il pube, gli occhi grandi etc.) queste dee sono rappresentate con un disco o un globo luminoso sopra la testa e ciascuna è accompagnata da un proprio animale totemico.

Da Dea A Dio - Serpente e Luna

Anche la Madonna cristiana sarà rappresentata con la testa circondata da 12 stelle luminose e con un serpente, che lei schiaccia, a rappresentare il Male che viene sconfitto dal Bene.

E sotto i piedi della Madonna c’è anche la Luna, riconosciuto come antico simbolo della Grande Madre e che rappresenta l’archetipo femminile per eccellenza. E’ un messaggio subliminale?

Le dee dell’Olimpo greco risulteranno più “addomesticate”, modellate per adattarsi alla mentalità patriarcale greca.

E lo stesso vale per i Romani. Il potere riservato alle divinità femminili viene ridimensionato, razionalizzato. Afrodite/Venere sovrintende alla fertilità delle donne; Artemide/Diana si occuperà della caccia,  Demetra /Cerere presiede i raccolti e le messi; Persefone/Proserpina dea minore degli Inferi e dell’oltretomba.

La dea cartaginese Tanit aveva potere sul sole, sulla luna e le stelle e sull’acqua. Racchiude in sé il maschile e il femminile per superarli.

Per i Celti, la divinità primordiale Danu era la dea madre delle acque. Nella contea di Kerry, si trovano due colline tondeggianti note con il nome di Dà Chich Anann, ovvero “i seni di Anu”, la dea madre dei celti d’Irlanda. Le montagne e i luoghi sopraelevati in particolare furono sedi importanti di attività religiose.

In Oriente Guan Yin , la dea misericordiosa,  è venerata dal Tibet alla Corea. Nell’area indiana, Durga la Madre Divina (che assume anche molte altre forme, tra cui Sarasvati, Parvati, Lakshmi, Kālī)  è l’incarnazione dell’energia creativa femminile.

Nei paesi baltici, fino alla Russia, si è sviluppato il culto di Lada, la dea della primavera. Dopo la cristianizzazione questo culto fu spostato verso quello della Vergine Maria. Lada corrisponde alla norvegese Freyja e alla greca Afrodite.

Nel libro Slavic Gods and Heroes – 2019, gli storici Judith Kalik e Alexander Uchitel sostengono che Lada è uno dei tanti “dèi fantasma”, aggiunti al pantheon slavo da chierici anti-pagani durante il periodo medievale.

Un caso simile è quello della dea Brigit, venerata in Irlanda, Scozia, Francia e Spagna.

Una Triplice Dea formata dall’unione di tre sorelle, Brighid, Brigid e Bridget.

I romani, dopo la conquista dei territori dove era presente questo culto, associarono Brigid alla Dea Giunone e inglobarono le qualità delle tre sorelle nella figura di Minerva.

Gli evangelizzatori cattolici non potendo sradicare la devozione a Brigit, la sostituirono con Santa Brigida d’Irlanda (453 d.C.), una monaca mai esistita, sedicente fondatrice del monastero di Kildare.

La nuova santa, ovviamente, si accaparrò tutte le qualità della Dea; veniva celebrata nello stesso giorno, il primo di febbraio che era l’inizio dell’Imbolg, della primavera celtica. E come la Brigit originale sarà la protettrice dei bambini, dei fabbri e di tutti coloro che si occupano di lavori agricoli.

Da Dea A Dio - Brigit

Brigit

Da Dea A Dio

Da Dea A Dio - Ira di Yahweh

Ira di Yahweh

Da Dea A Dio

Quando il pantheon delle emergenti società patriarcali si amplia, le Dee del Neolitico saranno lentamente soppiantate da Dèi maschili, fino a scomparire con l’affermarsi delle grandi religioni monoteiste. Alla donna fu sottratto il controllo della fertilità, perse la sua potenza e le sue radici con la Terra.

Mai nessun culto, oltre a quello della Dea Madre, è riuscito a rinforzare il senso di fratellanza universale degli uomini. Nessuna divinità maschile lo ha fatto. Forse è per questo che il biblico Yahweh odiava Asherah, la Dea Madre cananea. 

Yahweh si lamenta con il suo profeta Geremia che gli Israeliti continuano ad adorare la Regina del Cielo:

I figli raccolgono la legna, i padri accendono il fuoco e le donne impastano la farina per preparare focacce alla Regina del Cielo; poi si compiono libazioni ad altri dèi per offendermi.  Ma forse costoro offendono me – oracolo del Signore – o non piuttosto se stessi a loro vergogna?”.  Pertanto, dice il Signore Dio: “Ecco il mio furore, la mia ira si riversa su questo luogo, sugli uomini e sul bestiame, sugli alberi dei campi e sui frutti della terra e brucerà senza estinguersi”. – Geremia 7,18

“Distruggerete completamente tutti i luoghi, dove le nazioni che state per scacciare servono i loro dei: sugli alti monti, sui colli e sotto ogni albero verde. Demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i loro pali sacri, brucerete nel fuoco le statue dei loro dei e cancellerete il loro nome da quei luoghi.” – Deuteronomio 12

Da Dea A Dio Iside-Madonna

Iside e la Madonna

Da Dea A Dio

Mater Christi

Nonostante l’affermarsi del Cristianesimo, il popolo continuava ad adorare la Grande Dea Madre. I Padri della Chiesa non possono tollerare l’esistenza di culti legati al femminino. Nel Concilio di Efeso (431 d.C.) affronteranno quindi il dogma riguardante la Theotókos (Genitrice di Dio). Non è un caso che questo Concilio si tenne a Efeso, sede del Tempio di Artemide (Diana romana).

Da Dea A Dio - Artemide Efesia

Artemide Efesia – Il tempio di Artemide è situato nella città di Efeso, per le sue enormi dimensioni e la ricchezza delle decorazioni, fu considerato una delle sette meraviglie del mondo antico. Oggi ne rimangono solo minimi resti perché fu distrutto nel 401 d.C. dai cristiani per ordine del vescovo Giovanni Crisostomo.

Da Dea A Dio

La Dea, come abbiamo visto, è spesso indicata come la “divinita’ dai mille nomi”, Dea Myrionyme. Un appellativo che ricorda il nome di “Maria”.

Secondo il concilio, Gesù Cristo, pur essendo contemporaneamente Dio e Uomo, come aveva affermato in precedenza il concilio di Nicea, è un’unica persona: le due nature, divina e umana, sono inseparabili, e perciò Maria può essere legittimamente chiamata “Madre di Dio“.

La fazione pro-Theotokos (Madre di Dio) era sostenuta soprattutto dai Vescovi egiziani, che veneravano immagini di Maria che ricordavano quelle di Iside.

Questo fu un importante passo politico: Maria viene riconosciuta come Regina del Cielo, ma solo tecnicamente, perché serviva a pacificare le popolazioni che ancora adoravano la Regina dei Cieli primordiale.  E’ Madre del Figlio e non più Grande Madre di Tutte le Creature.

La sessuofobia e la misoginia dei Patriarchi e il corpo della donna associato al peccato creano un paradosso che viene superato dal dogma della verginità della Madonna.

Maria rimane vergine durante e dopo il parto e il dogma dell’Immacolata Concezione stabilisce la sua immunità dal peccato originale.

In termini pratici la Vergine Maria diventa una valida rivale della Dea Madre, rappresentata variamente come Diana, Cibele e Iside, e pronta a soppiantare questi culti “pagani”.

Tutta l’iconografia inizia a rappresentare Maria che tiene il figlio neonato esattamente come Iside aveva fatto per migliaia di anni prima di lei.

Pratiche, riti e iconografie vengono fagocitati dal cristianesimo man mano che la nuova fede si diffonde, e quello che c’era prima deve essere cancellato, come è indicato in una lettera del 601 d.C. di papa Gregorio Magno che istruisce questa pratica.

Da Dea A Dio - Gregorio Magno

Gregorio Magno

Da Dea A Dio

“I templi pagani non devono affatto esser distrutti, ma siano distrutti gli idoli che sono in essi. Si usi acqua benedetta, si asperga su questi templi, si costruiscano altari, vi si collochino delle reliquie, perché, se i templi sono ben costruiti è bene che dal culto dei demoni passino all’ ossequio del vero Dio affinché la gente, vedendo che i suoi templi non vengono distrutti, deponga l’errore e corra a conoscere e ad adorare il vero Dio in luoghi a lei familiari.

E poiché si usava sacrificare molti buoi ai demoni, bisogna conservare, anche se mutata, anche quest’abitudine, fa cendo un convivio, un banchetto su tavole con rami d’albero poste intorno alle chiese che prima erano templi, il giorno della dedicazione della chiesa stessa, o della festa dei santi martiri le cui reliquie sono state poste nei tabernacoli.

Non siano più immolati animali al diavolo, ma si uccidano e ci si cibi di essi a lode di Dio, rendendo cosi grazie a colui che tutto ci ha donato, mentre i godimenti materiali si mutano in godimenti spirituali.

Infatti e senz’altro difficile togliere subito tutto a coloro che hanno una mentalità rigida, poiché coloro che salendo una vetta si perfezionano passo a passo non sanno innalzarsi facendo dei salti”. (Gregorii I Papae, Registrum epistolarum, XI, 56)

Ma il culto della Grande Madre continua, seppur in maniera sotterranea. Le misteriose Madonne dal volto scuro, le Madonne Nere disseminate in più di 400 chiese d’Europa, sono state realizzate per Iside. Il colore nero non simboleggia le tenebre ma la terra scura e fangosa della fertilità. La Madonna Nera è Madre Terra.

I luoghi di culto dove si trovano le madonne Nere marcherebbero dunque i luoghi particolarmente legati alla Grande Madre.

Si dice che le persone particolarmente sensibili che si recano in quei luoghi provino una sensazione di mancamento: sono le correnti terrestri che, in quei punti, raggiungono il massimo della loro potenza.

Nel suo libro The Once and Future Goddess (1989) Elinor Gadon scrive: Alla fine del ventesimo secolo c’è una crescente consapevolezza che siamo condannati come specie e pianeta a meno che non ci adoperiamo per un cambiamento radicale di coscienza. Il riemergere della Dea sta diventando il simbolo e la metafora di questa trasformazione della cultura.

Da Dea A Dio - Madonna Nera Di Tindari

Madonna Nera Di Tindari, Nera ma Bella

Da Dea A Dio

Da Dea A Dio- Apuleio - Preghiera A Iside

Preghiera A Iside – Apuleio

Da Dea A Dio

Da Dea A Dio- Apuleio - Iside Regina

Iside Regina – Apuleio

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Da Dea A Dio Inno A Inanna

Inno A Inanna – Enheduanna

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I Sentieri della Dea Etruscan Corner

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