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Origini dell'Uomo Il Linguaggio. Etruscan Corner

Origini dell’Uomo: il Linguaggio

Un altro passo importante dell’evoluzione umana è il linguaggio.

Quello che si sa è che sono state necessarie diverse (e complesse) modifiche di orecchio, petto, gola e bocca, perché i nostri antenati riuscissero a parlare mentre mangiavano e respiravano,
Rifacendosi ad una ricostruzione dell’orecchio di Homo Heidelbergensis (comparso 600 mila anni fa) hanno dimostrato che questo aveva un udito simile al nostro e quindi che, forse, era in grado di parlare.

C’è chi sostiene, anche, che l’uomo ha iniziato a parlare 1,75 milioni di anni fa, ovvero al tempo in cui ha iniziato a costruire gli utensili.

L’homo abilis e poi l’homo erectus dimostrano di avere un’intelligenza concreta, legata alle percezioni del mondo esteriore e interiore; erano in grado di prevedere, porsi degli obiettivi, e progettare varie modalità per soddisfarli, identificando soluzioni al fine di acquisire al meglio il cibo, riprodursi e difendersi per garantire la sopravvivenza della specie.

Forse già un milione di anni fa l’homo erectus era in grado di dominare il fuoco, capacità molto rilevante rispetto agli altri primati, ma il loro pensiero era ancora molto opportunistico.

Origini dell'Uomo Il Linguaggio. Arte Rupestre Antilope Etruscan Corner

Arte Rupestre Antilope
Origini dell’Uomo Il Linguaggio

Origini dell'Uomo Il Linguaggio. Evoluzione Etruscan Corner

Teoria Evoluzionista
Origini dell’Uomo Il Linguaggio

Non possedevano l’autocoscienza, ossia l’attività riflessiva del pensiero con cui l’io diventa cosciente di sé e ricerca la conoscenza profonda dell’essere.

Non seppellivano i loro defunti (come tutti gli animali), in quanto non assegnavano alla morte alcun valore trascendente.

Questi ominidi procedevano in armonia con il mondo senza conflitti interiori. La mente e la natura erano percepite come se fossero la stessa cosa.

Il linguaggio è collegato alla capacità di immaginare, di produrre un pensiero simbolico.

Ciò avviene quando l’uomo ancestrale inizia a seppellire i morti e usa il colore.

Il colore era infatti un segno associato a un significato preciso nel rito della sepoltura, di per sé già indizio di pensiero evoluto, che solo una mente simbolica poteva immaginare.

Improvvisamente l’uomo si trovò di fronte non solo al Sole, l’oggetto che ogni giorno lo illuminava, ma anche alla sua immagine interiore. Era nata la spiritualità e la prima formulazione di soluzioni trascendenti.

Il linguaggio simbolico decretò un sistema di azioni sacre che fossero facilmente trasmissibili e ripetibili tra le comunità umane.

Le divinità primordiali erano semplici, legate al mistero del Cosmo e della Natura: il Sole (cui si associò un simbolo a forma di croce), la Luna, legata anche a culti dell’acqua e femminili, i Pianeti.

Molti animali erano sacri, come il serpente, e agli uccelli assegnarono il compito di trasportare le anime dei defunti in un immaginario altrove

Quegli archetipi ancora oggi, dall’inconscio, influenzano i nostri processi mentali più interiori e reconditi.

Origini dell'Uomo - Il Linguaggio Arte Rupestre Giraffe Etruscan Corner

Arte Rupestre Giraffe
Origini dell’Uomo Il Linguaggio

Origini dell'Uomo Il Linguaggio. Pietra di Makapan Etruscan Corner

La Pietra di Makapan
Origini dell’Uomo Il Linguaggio

L’uso della parola, la capacità di articolare e modulare fonemi espressivi (significante) a cui associare un’immagine mentale e dei contenuti (significato) legato a precise situazioni sociali è l’evoluzione avvenuta in parallelo con l’evoluzione della capacità mentale, all’acquisita coscienza del sé e dell’altro.

Avvenne progressivamente e probabilmente più tardi rispetto al sorgere delle capacità simboliche nella mente dell’uomo le prime parole dotate di significato furono legate a quei riti primordiali, visto che il pensiero simbolico produsse per primi contenuti mitico-religiosi.

Ancora una volta, però, è difficile stabilire un momento preciso in cui l’uomo ottiene la capacità di formulare un pensiero simbolico.

Nel 1925, in una grotta nella valle di Makapan, Sudafrica, fu rinvenuto uno strano oggetto, un ciottolo di diaspro modellato e scolpito a forma di volto umano: occhi rotondi, bocca a fessura, accenni a una pettinatura oppure taglio di capelli. Questa sorta di scultura dal peso di 260 gr, fu trovata allo stesso livello di scavo dove erano stati ritrovati resti di un Australopiteco africano, quindi databile 2,5 milioni di anni fa.

Questa scoperta potrebbe documentare che già che l’Australopithecus avesse riconosciuto un volto in esso e rivela che i primi ominidi aveva una sorta di capacità di pensiero simbolico, necessaria per lo sviluppo dell’arte e del linguaggio.

L’uso della parola, della capacità di nominazione, dovette essere vissuto come straordinario e sacro. Alcune parole, usate dalla classe di “eletti”, i sacerdoti, gli sciamani, detentori del potere di comunicare con gli spiriti delle prime religioni, dovevano avere valore magico. Ciò è ipotizzabile dalla tradizione della “parola magica” che ancora oggi si ritrova in molte fiabe e leggende popolari (abracadabra, apriti sesamo).

Progressivamente, l’uso della parola si affermò ed estese nella comunicazione quotidiana e di certo rappresentò un eccezionale veicolo di condivisione sociale e di trasmissione delle esperienze che ulteriormente contribuì all’evoluzione del genere umano.

Origini dell'Uomo - Il Linguaggio Esplosione del Vucano Toba Etruscan Corner

Esplosione del Vucano Toba
Origini dell’Uomo Il Linguaggio

Che il mondo dovesse apparire magico e spaventoso ai nostri progenitori è evidente dal racconto mitologico, pieno di tremende battaglie divine, tramandatoci sino ai giorni nostri.

Alcune paure ancestrali che ancora oggi colpiscono l’umanità, come quella del buio o certe superstizioni, sono spiegabili se correlate a quegli antichi timori degli uomini ancestrali, in continua lotta per sopravvivere.
I fenomeni naturali come i fulmini, i terremoti, le alluvioni, le eruzioni vulcaniche richiamavano alla mente degli uomini una tremenda volontà superiore.

La Natura era Madre, donava la vita, ma, senza alcuna pietà, poteva toglierla in ogni momento.
L’esplosione del Vulcano Toba, 75.000 anni or sono, fu una catastrofe straordinaria e l’uomo era già dotato di capacità di pensiero evoluto; è facile comprendere il dramma, emotivo e spirituale, vissuto dagli uomini del tempo. Unica loro speranza di salvezza era la preghiera per placare gli spiriti incolleriti, espressa mediante riti, e anche sacrifici.

Anche se il mito biblico della cacciata dal Paradiso terrestre è molto più recente, secondo la ricostruzione del genetic bottleneck, per quegli uomini primitivi il terribile evento trasformò per quello che era un pianeta di pace in un inferno ove i superstiti dovettero faticare per sopravvivere.

Il racconto sacro era basato su simboli forti ma semplici, essenzialmente legati al Cosmo e alla Natura, cui l’uomo era ancora intimamente legato. Le divinità spesso avevano le sembianze degli animali, leoni, serpenti o uccelli, aquile o sparvieri.

Le grotte furono adornate con incisioni rupestri raffiguranti uomini e animali, ma anche simboli sacri a noi oscuri. Fu allora che nacque l’Arte, la creazione poetica, la pittura, il racconto.

Articolo 1

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Articolo 3

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Etruscan Corner

Il progetto Etruscan Corner nasce nel 2015 da un’idea di Simona Daya Rivelli, si concretizza grazie alle competenze di Giacomo Mignani, si perfeziona con il lavoro artistico di Livia ed Elena Mignani e con la redazione curata da Francesca Marchi. Un lavoro di squadra che durante il suo percorso ha accolto e favorevolmente gradito la collaborazione di diversi appassionati dell’Etruria e della cultura di questi luoghi
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