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I Numeri Degli Dei - Parte 2

I Numeri Degli Dei

Parte 2

I Numeri Degli Dei – Parte 2. Di Etruscan Corner

I primi osservatori tracciavano i movimenti di stelle e pianeti e usavano questa complessa conoscenza degli oggetti e degli eventi celesti per calcolare il tempo e navigare.

Ma hanno anche usato le stelle e i pianeti per raccontare storie, edificare società e, soprattutto, comprendere la propria relazione con l’universo che li circondava.

I Numeri Degli Dei Parte 2 - I Numeri di Osiride
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I Numeri Degli Dei – Parte 2

Egitto

Il mito di Osiride è stato codificato con un gruppo di numeri chiave  che rivelano valori astronomici sorprendentemente esatti:

  • 12 = il numero di Costellazioni dello Zodiaco;
  • 30 = il numero di gradi assegnati lungo l’eclittica a ciascuna costellazione zodiacale;
  • 72 = il numero di anni necessari al sole equinoziale per completare uno spostamento precessionale di un grado lungo l’eclittica;
  • 360 = il numero totale di gradi nell’eclittica;
  • 72 × 30 = 2160 (il numero di anni necessari al sole per completare un passaggio di 30 gradi lungo l’eclittica, cioè per passare interamente attraverso una qualsiasi delle 12 Costellazioni Zodiacali);
  • 2160 × 12 (o 360 × 72) = 25.920 (il numero di anni in un ciclo precessionale completo o “Grande Anno”, e quindi il numero totale di anni necessari per realizzare il “Grande Ritorno”).

Emergono anche altre figure e combinazioni di figure, ad esempio:

36, il numero di anni necessari al sole equinoziale per completare uno spostamento precessionale di mezzo grado lungo l’eclittica;

4320, il numero di anni necessari al sole equinoziale per completare uno spostamento precessionale di 60 gradi (cioè due costellazioni zodiacali).

Un codice precessionale che appare ripetutamente nei miti antichi e nell’architettura sacra, un codice in cui è consentito spostare i punti decimali a sinistra o a destra a piacimento e utilizzare quasi tutte le combinazioni, permutazioni, moltiplicazioni, divisioni e frazioni dei numeri essenziali ma tutti che riguardano la precessione degli equinozi.

Questi numeri non sono entrati nel mito di Osiride per caso, ma sono stati collocati lì deliberatamente da individui che avevano compreso – e avevano misurato accuratamente – la Precessione degli Equinozi.

I Numeri Degli Dei - Parte 2 - Prometeo
Otto Greiner, Prometeo – 1909

I Numeri Degli Dei – Parte 2

I Greci

I mistici dei numeri, dai pitagorici in poi, consideravano il numero ‘uno’ come il Dio Infinito, la Causa Prima.

Per i greci, i numeri erano concetti divini, idee nella mente di Dio che aveva modellato il mondo. Dio era un grande matematico…

Nel Prometeo incatenato di Eschilo, viene narrata quale fosse la condizione degli umani prima che Prometeo concedesse loro i doni preziosi affinché si riscattassero dalla miseria.

Gli esseri umani sono per loro natura degli incapaci ma tramite l’insegnamento di competenze e la trasmissione delle propria capacità di inventare e creare, Prometeo offre agli uomini la possibilità di uscire dallo stato di inferiorità che li caratterizza.

Prometeo insegna agli uomini ciò che sa e inventa per loro i numeri, le lettere e la scrittura.

E poi rinvenni, a lor vantaggio, il Numero, somma fra le Scienze, e le compagini di Lettere, ove la Memoria serbasi, che madre operatrice è delle Muse.

Eschilo, Prometeo Incatenato – 460 a.C. circa

Ebraismo

La Gematria è la scienza teologica dell’ebraismo che studia le parole e assegna loro valori numerici ed è utilizzata per ottenere una comprensione più spirituale delle antiche scritture.

Un esempio: in Esodo 20:12, i figli di Israele sono istruiti a “onorare il padre e la madre”. 

Come si onorano i propri genitori? Esaminando la Gematria della parola ebraica onore, כבד (kabed) troviamo che ha il valore di 26 ([כ=20, ב=2, ד=4, [20+2+4=26).

La Gematria della parola tematicamente simile ad amore אהבה (ahavah), è 13 ([א=1, ה=5, ב=2, ה=5, [1+5+2+5=13).

Poiché la Gematria di כבד (kabed) è doppia di quella di אהבה (ahavah), si desume che si onorano i propri genitori mostrando loro una doppia quota di amore.

I Numeri Degli Dei - Parte 2 - Ruota della Creazione
La “Ruota della Creazione” illustrata nel Sefer Yetzirah; essa contiene una sequenza numerica di 3-7-12 nascosta nelle lettere dell’alfabeto ebraico. ( 3 simbolo di santità e amore; 7 il numero divino; infine 12 è il numero delle tribù d’Israel)

I Numeri Degli Dei – Parte 2

Il Sepher Yetzirah (300-600 dC), il più importante testo di mistica ebraica, è il Libro della Formazione e della Creazione. 

Tratta dell’Albero della Vita, delle Sephirot, delle lettere ebraiche, dei pianeti e delle Costellazioni dello Zodiaco, dei confini dell’Universo e della Terra. Da ultimo dell’Uomo.

Sono tutti testimoni dell’opera della Creazione del Signore, avvenuta per mezzo di lettere e numeri che sono il fondamento di tutte le cose.

È profondo il legame tra l’energia vitale del corpo e quella della mente e le parole pronunciate dall’individuo.

Le lettere ebraiche sono i canali che mettono in comunicazione le consonanti, i numeri e i segni dell’alfabeto con le molecole, le membra del corpo, lo spazio-tempo e gli astri nell’etere cosmico.

Trentadue meravigliosi sentieri di sapienza tracciò Dio, Signore delle schiere, Dio di Israele, Dio vivente, Dio onnipotente, il sommo e l’eccelso colui il cui nome è santo. Creò il suo mondo con tre registri: con la scrittura, il computo e il discorso.

(Sefer Yetzirah, 1)

Il numero 32 si riferisce alla somma degli strumenti che Dio ha impiegato per la creazione del mondo, e cioè le 10 sefirot e le 22 lettere dell’alfabeto ebraico.

22 sono le lettere dell’alfabeto ebraico, tutte consonanti. 

Le vocali vengono dedotte dal contesto, come per il più antico alfabeto fenicio (cananeo), da cui discende il nostro alfabeto, tramite gli alfabeti greco, etrusco e latino.

Nella Kabbala ebraica si cerca di definire la natura dell’universo e dell’essere umano, la natura e lo scopo dell’esistenza: il mondo è alfanumerico, fatto di numeri e lettere.

Tutto ciò che esiste nasce dalle combinazioni delle 22 lettere dell’alfabeto ebraico, i 22 suoni archetipici della parola del Signore (il Verbum cristiano).

Nella Kabbala ci sono 72 angeli attraverso i quali i Sephiroth (poteri divini) possono essere avvicinati, o invocati, da coloro che conoscono i loro nomi e numeri.

Il numero 18, dato da 72:4 = 18,  viene considerato significativo perché la parola ebraica corrispondente è “vita”.

I Numeri Degli Dei - Parte 2 - Dio
Rappresentazione Gematrica del Tetragramma, la sequenza di lettere che compone il nome proprio di Dio coi suoi valori numerologici: il risultato “72” è un numero fondamentale nelle Scritture ebraiche.

I Numeri Degli Dei – Parte 2

I Numeri Degli Dei - Parte 2 - Hunab Ku
Hunab-Ku, l’Energia al Centro della Galassia

I Numeri Degli Dei – Parte 2

Maya

Il Supremo Dio Creatore dei Maya è Hunab Ku,  un vortice di energia dal quale proviene ogni cosa, situato al centro della Galassia.

I Maya ritenevano che da lì provenissero esplosioni di “Energia della Coscienza” che guida l’evoluzione della vita e che ci fosse un gateway attraverso il quale si potessero raggiungere altre Galassie.

Oggi noi sappiamo che al centro della nostra Galassia si trova un buco nero super massiccio.

I Maya, quindi, sapevano dove si trova il centro esatto della galassia e avevano persino un glifo che rappresentava Hunab Ku, detto anche La Farfalla Galattica.

Il massimo dell’onda energetica è rappresentato dal numero 7, il numero divino. Un numero che insieme all’11  è correlato alla Piramide e alla Pleiadi.

La piramide, conseguentemente, è una forma geometrica strettamente connessa con il manifestarsi dell’energia nella materia.

La stella più luminosa delle Pleiadi è Alcyone che dista dalla Terra 400 anni luce, esattamente quanto misura il lato della piramide di Cheope in cubiti reali.

I Conquistadores e i frati al loro seguito distrussero la maggior parte del patrimonio tradizionale dell’America Centrale e molte domande non troveranno mai risposta.

I Numeri Degli Dei - Parte 2 - Agni Dio Del Fuoco
Agni Dio Del Fuoco

I Numeri Degli Dei – Parte 2

Nel subcontinente indiano (dove la costellazione di Orione è conosciuta come Kal-Purush, che significa Tempo dell’Uomo), troviamo che i numeri di Osiride vengono trasmessi attraverso una vasta gamma di modi sempre più difficili da attribuire al caso.

Ci sono, per esempio, 10.800 mattoni nell’Agnayana, l’altare del fuoco indiano.

Ci sono 10.800 strofe nel Rgveda, il più antico dei testi vedici.

Ogni strofa è composta da 40 sillabe con il risultato che l’intera composizione è composta da 432.000 sillabe.

E in Rigveda I:164 leggiamo della “ruota a 12 raggi in cui vengono stabiliti 720 figli di Agni”, il Dio del Fuoco figlio dell’unione tra Cielo e Terra.

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