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I Numeri Degli Dei

I Numeri Degli Dei – Parte 1

I Numeri Degli Dei – Parte 1. Di Etruscan Corner

I primi osservatori tracciavano i movimenti di stelle e pianeti e usavano questa complessa conoscenza degli oggetti e degli eventi celesti per calcolare il tempo e navigare.

Ma hanno anche usato le stelle e i pianeti per raccontare storie, edificare società e, soprattutto, comprendere la propria relazione con l’universo che li circondava.

I Numeri Degli Dei Ipparco di Nicea

Ipparco di Nicea

I Numeri Degli Dei – Parte 1

Lo Stesso Cielo, Figure Diverse

L’umanità porta con sé la memoria antica degli spostamenti celesti che ritroviamo nelle varie mitologie, in saghe e poemi che narrano la fine dei tempi e l’inizio di Nuove Ere.

Avvenimenti che accadono ogni 2400 anni circa e confermano la conoscenza del lentissimo e incessante movimento del firmamento definito Grande Ciclo (26.900 anni).

Cambiano i nomi, cambiano i luoghi ma la struttura del racconto è sempre la stessa, come se le storie più antiche fossero i frammenti di un’unica storia.

Miti,  Conoscenze Astronomiche e Matematiche

L’antica conoscenza della Precessione Degli Equinozi (di solito attribuita a Ipparco, II secolo a.C.) e l’esistenza di una civiltà megalitica di insospettabile raffinatezza e particolarmente attenta all’osservazione astronomica,  mette in discussione tutti quei principi che ritenevamo “granitici”.

Abbiamo già visto che l’Archeoastronomia (link) applicata ad alcuni siti dimostra la conoscenza del fenomeno  precessionale.

Megaliti, “pietre giganti”, menhir, dolmen, tumuli e cerchi di pietra furono costruiti dall’uomo antico seguendo conoscenze di  Astronomia e Geodetica.

I megaliti fungevano sia da luoghi di culto che da punti di riferimento.

Quindi, le popolazioni del Paleolitico possedevano già il concetto di numero, ben prima della nascita della scrittura.

Diversi sono i reperti che dimostrano ciò e sembra che tutti riportino calendari lunari.

Il più antico è l’Osso di Lebombo, una tibia di babbuino con 29 tacche scoperto in Sud Africa e datato tramite carbonio-14 tra 44.200 e 43.000 anni fa.

I Numeri Degli Dei  Osso di Lebombo

Osso di Lebombo

I Numeri Degli Dei – Parte 1

I Numeri Scritti

Il concetto di numero scritto inizia con le culture Sumero-Accadiche, passa dalla Fenicia, arriva alle culture ellenistiche, ebraiche, indiane, islamiche, europee. I numeri chiave dei cicli cosmici e numeri divini permeano i concetti numerici di tutte queste culture.

Il numero dell’Universo è 108, parte del sar sumero, l’unità del Tempo Divino, un anno degli Dei (3.600 anni terrestri).

I Numeri Degli Dei - Lista Dei Re Sumeri Antidiluviani

Lista Dei Re Sumeri Antidiluviani

I Numeri Degli Dei – Parte 1

120 sar equivalgono a 432.000 anni terrestri. Questo è il numero del Grande Yuga, il ciclo delle Quattro Età del Mondo.

Nel secolo scorso, tra le rovine dell’antica città di Nippur fu ritrovata la Lista Dei Re Sumeri Antidiluviani. La lista inizia con una frase che già di per sé fa riflettere:

Dopo che la regalità calò dal Cielo, il Regno ebbe dimora in Eridu (Enki era il dio di Eridu, colui che ha portato la civiltà a Sumer)

Alalgar regnò per 36.000 anni. Due re. Essi regnarono per 64.800 anni.

Poi Eridu cadde e la regalità fu spostata a Bad-Tibira. Divenne re a Bad-Tibira Enmenluanna. Egli regnò per 43.200 anni.

Enmengalanna regnò per 28.800 anni.

Dumuzi il pastore regnò per 36.000 anni.

Tre re essi regnarono 108.000 anni.

Bad-Tibira cadde e la regalità fu spostata a Larak. A Larak, Ensipadzidanna regnò 28.800 anni. Un re. Egli regnò per 28.800 anni.

Larak cadde e la regalità fu spostata a Sippar. A Sippar Enmeduranna divenne re e governò per 21.000 anni.

Poi Sippar cadde e la regalità fu spostata a Shuruppak. Ubaratutu divenne re. Egli governò per 18.600 anni. Un re. Egli governò per 18.600 anni

In cinque città otto re. Essi regnarono per 241.200 anni,

Poi il Diluvio travolse tutto e spazzò via ogni cosa.

Lo storico babilonese Berosso (III secolo a.C.) ha attribuito un regno totale di 432.000 anni ai mitici re che governavano la terra di Sumer prima del diluvio.

E ha attribuito la durata di 2.160.000 anni al periodo “tra la creazione e la catastrofe universale”.

I Numeri Degli Dei - Nippur

Nippur era una città sacra, non una capitale politica, sede del tempio di Ekur dedicato a Enlin, il dio principale del pantheon mesopotamico. I re, salendo al trono in città come Kish, Ur e Isin, ricevevano il loro riconoscimento recandosi a Ekur.  A Nippr si trovava anche il tempio dedicato a Ihanna.

I Numeri Degli Dei – Parte 1

I popoli della Mesopotamia utilizzano un sistema sessagesimale. L’anno veniva diviso in 360 giorni, la circonferenza in 360 gradi, l’ombra proiettata durante la giornata da un bastone fisso in posizione verticale in angoli di 60°.

Sono rilevanti anche i numeri come il 7, il numero dei pianeti conosciuti che includeva anche la Luna, il numero riconosciuto delle stelle delle Pleiadie il 12, il numero delle lunazioni, il numero delle costellazioni dello Zodiaco.

Il 7 e il 12 sono anche tra loro collegati come somma e prodotto di due altri numeri simbolici: il 3, i tre livelli del cosmo – Cieli, Terra e Regno dei Morti -, le dimensioni dello spazio, Alto-Basso, Nord-Sud, Est-Ovest; il 4, che ricorda i quattro punti cardinali, i  quattro venti, i quattro elementi, le  quattro stagioni o i quattro tipi di esseri viventi che popolano la terra: l’umanità, gli animali selvatici, gli animali domestici e gli uccelli.

I Numeri Degli Dei - Mala

Mala – I mala sono formati da 108 grani. Viene usato per la meditazione, ripetendo un mantra toccando ciascuna perlina, fino a completare il mala.

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India

Per gli induisti alla base dell’Universo c’è il numero 108 che corrisponde al dio Brahma (il Dio dell’Inizio) e alla sillaba-seme AUM o OM.

E’ il numero della totalità dell’esistenza che per i matematici produce modelli infiniti: gli angoli interni di un pentagono regolare misurano 108° ciascuno; il 9 che il 12 hanno  un significato spirituale in molte tradizioni e 9 x 12 dà 108.

Questo numero collega anche il Sole, la Luna e la Terra: la distanza media del Sole e della Luna dalla Terra è 108 volte i loro rispettivi diametri.

Secondo la tradizione yogica, ci sono 108 Pitha, o luoghi sacri, in tutta l’India. Ci sono anche 108 Upanishad (gli antichi testi religiosi e filosofici indiani) e 108 punti marma, o luoghi sacri del corpo, punti energetici particolarmente importanti per la salute e il benessere.

Secondo i racconti vedici la Dea Shakti, (personificazione della divina Prakṛti, la Natura, la Dea Madre) venne incaricata dal dio Brahma di incarnarsi per riportare il dio Shiva (il maestro primordiale) nel mondo.

Un amore contrastato che vedrà comunque l’unione tra Shiva – il principio energetico Maschile –  e Shakti, la potenza, l’energia, la Vita, il principio energetico Femminile.

In questo racconto accade che Shakti viene uccisa e il suo corpo smembrato. Le parti del corpo di Shakti cadendo sulla terra segnano i luoghi dei sacri santuari di Shakti Pitha. 

Essi sono elencati in diversi testi sacri con i numeri 4, 18, 51 o 108, ciascuno dei quali è associato a una parte del corpo della Dea.

Il numero 108 costituisce la base delle Ere e degli Yuga, delle Epoche o Età Divine, che sono tutti multipli di questo sacro numero-parola.

Le  sacre scritture conosciute come Purana parlano di quattro “Età della Terra”, chiamate Yuga, che insieme si estendono a 12.000 “anni divini”.

Le rispettive durate di queste epoche, in “anni divini”, sono Krita Yuga = 4800; Treta Yuga = 3600; Davpara Yuga = 2400; Kali Yuga = 1200.

I Purana ci dicono anche che “un anno dei mortali è uguale a un giorno degli dei”.

Esattamente come nel mito di Osiride, scopriamo che il numero dei giorni negli anni sia degli dei che dei mortali è stato impostato a 360, quindi un anno degli dei equivale a 360 anni mortali.

Il Kali Yuga, 1200 anni degli dei, risulta avere una durata di 432.000 anni mortali.

Un Maha Yuga, o Grande Età (composto dai 12.000 anni divini contenuti nei quattro Yuga minori) equivale a 4.320.000 anni di mortali.

Mille di questi Maha Yuga (che costituiscono un Kalpa, o Giorno di Brahma) si estendono su 4.320.000.000 di anni ordinari, fornendo nuovamente le cifre per i calcoli precessionali di base.

Separatamente ci sono Manvantara (periodi di Manu) di cui ci viene detto nelle scritture che “circa 71 sistemi di quattro Yuga trascorrono durante ogni Manvantara”.

Un grado di moto precessionale lungo l’eclittica richiede 71,6 anni per essere completato, un numero che può essere arrotondato per difetto a “circa 71” in India con la stessa facilità con cui era arrotondato a 72 nell’antico Egitto.

“Nell’era di Kali”, dicono le scritture, “fiorirà la decadenza, finché la razza umana non si avvicinerà all’annientamento”.

L’India ha elevato la matematica a un’arte superiore e nell’antichità la conoscenza di un canone numerico si diffuse in tutto il Medio Oriente, in Grecia, fino all’impero musulmano e da lì nell’Europa medievale per poi influenzare tutto il Rinascimento.

(Continua)

I Numeri Degli Dei - Pietra di Baghor

Una delle più antiche rappresentazioni della dea Shakti è la cosiddetta Pietra di Baghor, trovata nella valle del fiume Son nel Madhya Pradesh e risalente a 11.000 a.C.

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