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Calendario Etrusco Scoperta dell'Umanita

Calendario Etrusco Popoli e Calendari

Seconda Parte

La capacità di misurare il tempo è una delle conquiste umane più importanti , utile per comprendere lo sviluppo della società.

L’uomo viveva a stretto contatto con la natura e ne osservava i cicli: dopo l’inverno tornava sempre la primavera, la natura si risvegliava, il seme diventava fiore, poi frutto e nuovamente seme.

Ma come tenere il conto dei giorni e capire quando all’inverno si sarebbe succeduta la primavera?

L’Uomo si accorse che le mutevoli forme della Luna si alternavano in cicli precisi e ripetitivi. Così le fasi lunari si ripetono in un intervallo di tempo detto Mese Sinodico, pari a circa 29 giorni e da  una primavera all’altra ricorrono circa dodici Lune nuove.

Calendario Etrusco Popoli e Calendari

Calendario Etrusco Romano
Calendario Etrusco Popoli e Calendari

I Maya avevano diversi calendari: il calendario cerimoniale di 260 giorni; il calendario solare di 365 giorni; il ciclo di 584 giorni del Pianeta Venere e il ciclo di 780 giorni di Marte e fra gli obiettivi di questi calendari è cercare l’armonia tra gli eventi del cielo e i rituali sacri . Inoltre è noto il calendario del Lungo Computo che copriva un periodo di 5125 anni che si ripete ciclicamente. L’attuale Era è la quinta, quindi calcolando a ritroso si ottiene come data d’inizio della civiltà Maya il 18.490 a.C.

Calendario EtruscoPopoli e Calendari. Culto della Luna dei Babilonesi

Culto della Luna dei Babilonesi
Calendario Etrusco Popoli e Calendari

Recenti scoperte costringono i ricercatori a rivedere l’evoluzione culturale dell’umanità. Tra queste la scoperta in Scozia di un Calendario lunare del Mesolitico (10.000 – 6.000 a.C.) che dimostra come gli uomini di quel periodo avessero la necessità e la capacità di tracciare lo scorrere del tempo ben 5000 anni prima dei calendari sviluppati in Mesopotamia.

Il Calendario Scozzese è composto da una fila di 12 pozzi allineati in modo da consentire l’osservazione del sorgere del sole in pieno inverno. Questo ritrovamento dimostra che i nostri antenati non erano poi così primitivi come la Storia ci ha fino ad ora raccontato.

Come riporta la ricerca pubblicata su Internet Archeology

il sito è stato creato intorno all’8000 a.C. ed usato per circa 4000 anni. La variazione di profondità dei pozzi suggerisce l’elevata complessità del sito, nel quale ogni mese lunare è suddiviso in tre settimane di dieci giorni, in modo da rappresentare la luna crescente, la luna piena e la luna calante. E’ quindi probabile ipotizzare che i pozzi originariamente servivano per sostenere dei pali di legno o pietre megalitiche.

Il professor Vincent Gaffney, dell’Università di Birmingham ci dice che:

La ricerca dimostra che la società dell’Età della Pietra di 10 mila anni fa era molto più sofisticata di quanto avevamo sospettato in precedenza. Il sito ha implicazioni sulla comprensione di come si sia sviluppata la società del Mesolitico in termini economici, sociali e cosmologici.

Non si può escludere che il calendario fosse usato anche dagli sciamani, in modo da poter tenere sotto controllo l’inizio delle stagioni e le relative festività.

Quello Babilonese è uno dei più antichi calendari che la storia conosca e gli astronomi lo crearono, appunto, in base alle fasi lunari e attraverso termini correttivi (intercalazioni) riuscivano ad avere una certa sincronia con l’anno solare. Poiché 12 mesi di 29 e 30 giorni corrispondono a 354 giorni, ogni anno il calendario babilonese precedeva il ciclo solare di 11 giorni. Ogni tre anni era necessario aggiungere un mese per tornare in sincronia con le stagioni soprattutto per la consuetudine alle attività agricole e alla pastorizia che rendevano abbastanza evidente lo slittare delle stagioni.
L’anno cominciava in primavera con un evento astronomico definibile come l’equinozio.

I Celti suddividevano l’anno in due metà, il buio e la luce e riconoscevano due stagioni, estate ed inverno, e quattro festività principali legati al ciclo agricolo-pastorale.

Calendario Etrusco Popoli e Calendari. Ruota dell'Anno Celtico

Ruota dell’Anno Celtico
Calendario Etrusco Popoli e Calendari

Il Calendario Celtico di Coligny contiene la rappresentazione di una sequenza di cinque anni lunari completi, ciascuno composto da 12 mesi alternativamente lunghi 29 o 30 giorni, più 2 mesi supplementari, ritenuti essere mesi intercalari introdotti per rendere lunisolare il calendario. Un calendario lunisolare è un calendario lunare, in cui la durata media dell’anno lunare è uguale a un anno solare.

Calendario Etrusco Popoli e Calendari. Carro del Sole di Trundholm

Carro del Sole di Trundholm
Calendario Etrusco Popoli e Calendari

Nel 1902 in una torbiera della Danimarca fu trovata una sorprendente scultura in bronzo datata 1400 a.C.
Si tratta di un disco inciso sui due lati, montato su un carro trainato da un cavallo.  La scultura è importante e sorprendente per una serie di motivi: è stata realizzata con il metodo della cera persa (quindi, tale tecnica era già conosciuta nell’età del bronzo) e il carro è dotato di ruote con i raggi, tipo di ruota ritenuta sconosciuta prima del 1100 a.C.

Chiamato Carro del Sole di Trundholm, è stato ritenuto dagli studiosi un antico calendario. I lati del disco sono incisi ma quelle che sembravano semplici decorazioni si sono rivelate un vero e proprio computo del tempo.

In un lato del disco, cerchi concentrici indicano gli otto (!) giorni della settimana;  due cerchi esterni, con un totale di 45 cerchi al loro interno, rappresenterebbero, invece, le settimane di un anno. Moltiplicando gli otto giorni della settimana per le 45 settimane, si ottiene un calendario di 360 giorni.
Nell’altro lato del disco, troviamo 52 spirali e se ciascuna di esse è una settimana di sette giorni, si arriva ad un calendario di 364 giorni. Il cerchio centrale, più ampio, conterrebbe un giorno o due in più, a seconda degli anni.

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Etruscan Corner

Il progetto Etruscan Corner nasce nel 2015 da un’idea di Simona Daya Rivelli, si concretizza grazie alle competenze di Giacomo Mignani, si perfeziona con il lavoro artistico di Livia ed Elena Mignani e con la redazione curata da Francesca Marchi. Un lavoro di squadra che durante il suo percorso ha accolto e favorevolmente gradito la collaborazione di diversi appassionati dell’Etruria e della cultura di questi luoghi
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