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Archeoastronomia – Il Legame Tra Le Stelle E Le Pietre

Archeoastronomia

Il Legame Tra Le Stelle E Le Pietre

​Archeoastronomia – Il Legame Tra Le Stelle E Le Pietre

“Un giorno Gesù ci spiegò i segreti delle stelle. Era un mattino di primavera. Dall’alto del colle vedevamo, nella pianura lontana, sorgere il Sole là dove nell’orizzonte ancora brillava una luminosa costellazione. “Passano le costellazioni – disse Gesù – dopo l’Ariete i Pesci e poi verrà l’Acquario. Allora l’uomo scoprirà che i morti sono vivi e che la morte non esiste”. (Vangelo apocrifo di Tommaso).

L’archeoastronomia è una disciplina piuttosto recente che combina la simulazione dei cieli antichi e il loro rapporto con le rovine archeologiche e i monumenti storici.

È molto più di una semplice branca dello studio astronomico: è una scienza interdisciplinare che include architettura, archeologia e astronomia.

Per molto tempo l’establishment scientifico ha mostrato una certa resistenza all’idea che l’astronomia fosse praticata nella preistoria ma una rilettura dei reperti e addirittura una nuova analisi di templi, cattedrali, monumenti, tombe e persino intere antiche città hanno dimostrato il loro orientamento con specifici corpi celesti.

 

 

Archeoastronomia Spettacolo del Cielo
Lo Spettacolo Celeste

Archeoastronomia – Il Legame Tra Le Stelle E Le Pietre

L’uomo è sempre stato attratto da ciò che lo circondava, ovvero dalla Natura, dalla Terra, dal Cielo, dall’infinitesimamente piccolo all’infinitamente grande. Lo “spettacolo celeste” affascinava tutti i popoli antichi abitanti del mondo.

I primi suggerimenti di osservazioni astronomiche umane risalgono al Paleolitico.

Alexander Marshack (1972) ha analizzato e interpretato alcuni segni sui vari manufatti che si correlano con il moto lunare o solare.

La rappresentazione più nota da lui interpretata si trova sulla placca ossea di circa 30.000 anni, proveniente da Abri Blanchard (Dordogna, Francia) che sembra rappresentare le posizioni della luna crescente e calante.

Siamo all’epoca dell’ultima glaciazione. I segni incisi sono 69, disposti a spirale.

Non solo, l’immagine più antica di un modello stellare, quella della famosa costellazione di Orione, è stata riconosciuta su una tavoletta d’avorio di circa 32.500 anni.

Archeoastronomia Osso di Blanchard

Osso di Blanchard

Archeoastronomia

Archeoastronomia Adriano Gaspani

Adriano Gaspani (Facebook)

Archeoastronomia

Uno degli aspetti fondamentali dell’Archeoastronomia è che essa deve essere praticata di pari passo con l’Etnoastronomia la quale si occupa degli usi, dei costumi, delle tradizioni, delle concezioni astronomiche diffuse all’interno delle antiche società e di cui troviamo traccia nelle tradizioni popolari tramandate fino ai giorni nostri, che hanno contribuito in modo fondamentale a creare la motivazione necessaria per produrre i numerosissimi reperti che oggi possiamo studiare.

Per Archeoastronomia possiamo quindi intendere la scienza che si occupa dello studio e della comprensione delle conoscenze astronomiche diffuse presso i popoli antichi in tutte le loro forme e aspetti e del loro rapporto con la vita sociale, religiosa e rituale all’interno di queste antiche culture.

 

Prof. Adriano Gaspani

Archeoastronomo, Osservatorio Astronomico di Brera - Milano

Nell’arte rupestre la rappresentazione grafica di eventi astronomici e delle concezioni cosmologiche è incredibilmente comune a tutte le culture.

Due dei simboli più utilizzati sono la spirale e la doppia spirale (sistrel) che rappresentano il moto del Sole, l’astro oggetto di venerazione perché ritenuto universalmente origine e custode della vita.

La conoscenza dei moti dei pianeti e del Sole era utile per sapere lo scorrere delle stagioni dato dallo scandire degli equinozi e dei solstizi.

Quattro date importantissime per gli antichi tanto da dedicagli specifiche festività rituali legate ai lavori agricoli e alle energie spirituali.

Archeoastronomia Sistrel
Solstizi ed Equinozi

Archeoastronomia – Il Legame Tra Le Stelle E Le Pietre

Solstizio d’Inverno

Rappresenta il momento di morte apparente del Sole che raggiunge il nadir e sembra lasciare spazio solo alle tenebre. E’ il momento del buio e del silenzio ma anche di preparazione alla rinascita. Le principali religioni fanno coincidere, in quel periodo, la nascita delle loro divinità: Horus, Attis, Krishna, Dioniso, Mithra, Gesù, Tammuz e Odino.

Equinozio di Primavera

E’ un periodo di risveglio, ma anche di rinnovamento; risveglio della Natura in tutta la sua esplosione e manifestazione del ritorno della Dea. I raggi del sole ora toccano la terra con più calore e cominciano a vivificare i semi, spronano anche noi nel percorso di crescita e di sviluppo interiore e intellettuale. Le energie che si scatenano in questo periodo sono molto forti.

Solstizio d’Estate

E’ il giorno di luce più lungo dell’anno, quello che apre le porte al periodo in cui il sole esprime la sua massima energia e noi, analogamente, riusciamo a realizzare, in pienezza, ogni cosa. Vitalità e forza, sempre bilanciate dalla luce della saggezza.

Equinozio d’Autunno

L’estate è finita e ormai si procede alla fine della mietitura e all’ultimo raccolto dell’uva. E’ di nuovo equilibrio tra giorno e notte, si è ormai coscienti dell’inverno che incombe ed è quindi un momento di serena meditazione e accettazione di ciò che abbiamo portato a compimento. Durante le cerimonie si benedicono i frutti della terra e si ringrazia la Dea Madre con il pane e il vino simboli dell’alchimia che trasforma i cereali in pane e i frutti in bevande. Si chiude il grande ciclo dell’anno, sempre nel ricorrente concetto di morte e rinascita.

In Alto Come In Basso

I cieli antichi non conoscevano il fenomeno dell’inquinamento luminoso e consentivano la visione di stelle e pianeti anche molto distanti.

«È vero senza menzogna, certo e verissimo, che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare il miracolo della cosa unica.

E poiché tutte le cose sono e provengono da una sola, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra.

Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande ingegno. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te. Questa è la forte fortezza di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui.

È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo. Completo è quello che ho detto dell’operazione del Sole.» – Tavola Smeraldina

Archeoastronomia Tavola Smeraldina

Tavola Smeraldina dal libro di Heinrich Khunrath Amphitheatrum Sapientiae Aeternae (1606)

Archeoastronomia

La Tavola Smeraldina costituisce l’assunto di base della visione esoterica del mondo: “Il visibile è il simbolo dell’invisibile”. Il suo autore, Ermete Trismegisto, letteralmente tre volte grande, fu conosciuto dagli antichi Egiziani come Thot, il Dio che ha portato l’alfabeto (i caratteri divini) agli uomini. Secondo Marsilio Ficino, Ermete era detto Trismegisto in quanto grandissimo filosofo, grandissimo sacerdote, grandissimo re.

Costruzioni Sacre

Costruire era considerato un rito sacro e gli antichi abitanti del pianeta padroneggiavano regole considerate di natura divina, capaci di ripetere sulla Terra il volto del Cielo, allineando gli edifici di culto e di potere con i moti e le configurazioni astrali.

La Geometria Sacra era un canale di dialogo tra Dio e l’Uomo, uno strumento utilizzato dai Maestri Della Pietra per codificare i messaggi esoterici.

Caldei, Babilonesi, Cinesi, Ebrei, Maya o Aztechi, tutti hanno osservato affascinati lo spettacolo celeste e in tutta la mitologia antica troviamo gli stessi argomenti, gli stessi personaggi e gli stessi numeri. Nelle pietre troviamo “congelate” conoscenze di alta astronomia.

Lo studio di monumenti famosi, sculture storiche e antichi templi ci permette di comprendere meglio l’interazione simbolica dei nostri antenati con il cielo soprastante.

Archeoastronomia Piramide di Bomarzo

Piramide di Bomarzo

Archeoastronomia

La Piramide di Bomarzo

Situata nell’omonimo comune, in provincia di Viterbo, questo enorme masso nasconde segreti non ancora decifrati. E’ una struttura di tipo monumentale, di fatto un grande altare,  ricavato da un grande monolito preesistente.

Secondo gli studiosi si tratta di un osservatorio astronomico e il suo orientamento presenta un legame con due corpi celesti precisi, oltre al sole e alla luna.

Solamente due stelle soddisfano i vincoli imposti dalla geometria e dall’orientazione del manufatto: Sirio, nella costellazione del Cane Maggiore e Antares nello Scorpione. 

Da ciò se ne deduce che la data del manufatto di Bomarzo si può far risalire al IX secolo a.C.

Archeoastronomia - Poggio Rota

Poggio Rota

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Poggio Rota

Siamo a Pitigliano (GR), nei pressi del fiume Fiora. Scoperto da Giovanni Feo nel 2004, fu subito evidente la natura archeoastronomica del sito. Questi megaliti sono stati realizzati nel terzo millennio a.C. e consentono il passaggio e l’osservazione dei raggi solari dal solstizio estivo a quello invernale. Con tutto il carico di significati e simbologia legati a questi eventi.

Accanto ai megaliti si trova una vasca che raccoglie l’acqua.

Non è l’unico sito presente nella Valle del Fiora.

Archeoastronomia Modello del Cosmo Armenia

Modello del Sistema Solare – Originale e Ricostruzione – Secondo millennio a.C.

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Lchashen

Il sito di Lchashen, in Armenia, fu costruito attorno al 9500 a.C. Fu abbandonato e completamente seppellito dai suoi abitanti intorno all’8000 a.C.

In una tomba nei pressi del lago Sevan è stato trovato un reperto riproducente un Modello del Sistema Solare.

E’ riconoscibile il simbolo astronomico del pianeta Terra nell’estremità inferiore, circondato da due anelli che, secondo i ricercatori raffigurano l’ acqua e l’ atmosfera.

Nella parte superiore è possibile riconoscere il simbolo del Sole.

Tra il Sole e la Terra ci sono i simboli dei pianeti Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno e quello della Luna.

Questo modello è citato in antichi manoscritti, tuttavia, gli studiosi hanno ancora difficoltà a capire come fosse utilizzata questa scoperta unica.

Antichi strumenti di ferro sono stati trovati in molte aree dell’Armenia.

Il Ferro Armeno

Gli antichi abitanti della Terra conobbero il ferro piuttosto presto, ma la tecnologia della fusione è rimasta un mistero per molto tempo.

L’Armenia era considerata la patria del ferro da Omero ed Eschilo; Euripide e Senofonte menzionarono l’alta qualità del ferro armeno mentre Aristotele osservò che esso non arrugginiva.

L’ archeologo Gordon Childe ritiene che un metodo efficace di fusione fosse stato scoperto da una tribù degli altopiani armeni che avrebbe tenuto segreto per lungo tempo.

Lo specialista tedesco Karl Bachs sostiene che la conoscenza del ferro presso altri popoli dovrebbe essere vista nel contesto della migrazione delle tribù armene, “le popolazioni delle montagne chiamate ‘nani’ dagli altri popoli europei a causa della loro bassa statura”.

Bachs ritiene che da ciò provenga la figura dei “nani minatori” propria dei miti europei.

Sun Dagger – Lama di Sole

Ci troviamo nella regione del New Mexico, lungo il fiume Rio Grande, precisamente nel Chaco Canyon, territorio abitato anticamente dal popolo degli Anasazi, oggi detti Pueblo Ancestrali.

Gli Anasazi non conoscevano la scrittura ma hanno lasciato informazioni tramite l’arte rupestre. Erano esperti contadini e che nutrivano profondo interesse per il cielo e le energie della Terra.

Sono stati chiamati Anasazi dai Navajo, che vuol dire “gli antichi”.

Nel 1977 la fotografa Anna Sofaer si recò nel Chaco Canyon per riprodurre i petroglifi conservati sulle pareti della Fajada Butte.

Sulla parete di una grotta trovò incise due spirali che, come abbiamo già detto, erano un segno ricorrente tra le culture antiche.

La Sofaer avevano notato che proprio sopra al luogo in cui si trovavano le due spirali c’erano tre lastre di pietra la cui posizione permetteva ai raggi del sole di filtrare. Ma si rese conto che, a seconda dei diversi periodi dell’anno in cui visitava la Fajada Butte, la striscia di sole (la lama di sole, da cui il nome) che colpiva le spirali si spostava, e in modo non casuale.

Il Sun Dagger era un preciso orologio astronomico.

Non è più possibile vedere il Sun Dagger in azione perché a causa dei troppi visitatori il sito è rovinato.

Questi siti antichissimi e importantissimi devono essere rispettati e conservati. Accontentiamoci della documentazione che ci offrono gli scopritori ed evitiamo di affollare luoghi sacri che, se lasciati incontaminati, continueranno a “regalare al pianeta”  le loro energie.

Archeoastronomia Sun Dagger
Sun Dagger

Archeoastronomia – Il Legame Tra Le Stelle E Le Pietre

Archeoastronomia Stonehenge

Stonehenge

Archeoastronomia

Stonehenge

Situato nel Wiltshire, in Inghilterra, Stonehenge è probabilmente uno dei più famosi siti astronomici del mondo.

Era un centro cerimoniale usato anche come calendario per i lavori agricoli.

Nel solstizio d’estate i raggi solari attraversando uno dei triliti illuminavano l’altare centrale, segnando il cambio di stagione.

Avendo visitato questo sito possiamo dire che tutte le infrastrutture appositamente create per accogliere migliaia di visitatori hanno contaminato il luogo e attutito la sua immensa e arcaica energia.

Vogliamo ribadire che i siti archeologici, soprattutto di questo tipo, non sono dei Luna Park … dobbiamo visitarli sempre con estremo rispetto.

Archeoastronmia Newgrange

Newgrange

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Newgrange

Il grande tumulo di Newgrange in Irlanda è particolarmente famoso per il solstizio d’inverno quando il Sole, ogni anno, illumina il passaggio e la camera che si trova all’interno.

Il solstizio d’inverno dava inizio a un periodo di rituali legati al rinnovamento e alla rinascita.

La luce entra circa quattro minuti dopo l’alba, ma i calcoli basati sulla precessione della Terra mostrano che 5.000 anni fa la prima luce sarebbe entrata esattamente all’alba.

Ciò rende l’allineamento solare a Newgrange molto preciso rispetto a fenomeni simili in altri siti astronomici. Questo spettacolo oggi dura 17 minuti.

La struttura stessa rimase nascosta sotto terra per oltre 5.000 anni, fino alla sua riscoperta alla fine del XVII secolo.

Archeoastronomia Grotta di Lascaux

Grotta di Lascaux – La “V” del Toro (Iadi) e le Pleiadi

Archeoastronomia

Grotta di Lascaux

Questo sito archeologico si trova nella regione francese della Dordogna.

Le pitture rupestri qui trovate potrebbero rappresentare carte stellari preistoriche, mappe del cosmo pieno di animali e spiriti guida.

In questo caso i gruppi di punti all’interno delle immagini dipinte riprodurrebbero la costellazione del Toro.

Le incisioni risalgono al 15.000 a.C.

In quel periodo si registrava sul pianeta un cambiamento climatico globale che si suppone sia stato provocato da una cometa entrata in collisione con la Terra.

Archeoastronomia - Rujm el-Hiri

Rujm el-Hiri

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Rujm el-Hiri

Contemporaneo a Stonehenge, è composto da 40.000 pietre impilate disposte lungo cinque anelli concentrici, con un tumulo centrale che non è una tomba.

Nei solstizi di giugno e dicembre l’alba si allinea con le aperture nelle rocce.

Si ritiene sia stato un luogo per l’osservazione astrologica o un luogo di culto del Sole, finché poi non è stato installato il tumulo centrale, che blocca i raggi del Sole nei giorni speciali.

Archeoastronomia Machu Picchu

Machu Picchu

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Machu Picchu

L’intera città sacra Inca di Macchu Picchu, in Perù,  è stata costruita in relazione con il cielo. Il Torreon e la Piazza Sacra indicano perfettamente il solstizio d’inverno, che nell’emisfero australe si verifica a giugno. La finestra indicata in rosso (1), è la più grande delle tre. È orientata a NNW a circa 340° di Azimut. Durante il Solstizio d’Inverno, al mattino presto è possibile vedere il tramonto delle stelle sulla coda dell’Orsa Maggiore, allineate in modo ricurvo, che ricordano un serpente. La finestra indicata in arancione (2) arancione è orientata a NE a circa 65° di Azimut, concorda con l’alba durante il solstizio d’inverno. Quel giorno, il primo raggio di sole proietta il suo raggio di luce sulla roccia scolpita sul pavimento. Nelle ore precedenti si possono vedere le Pleiadi e le Iadi, con la loro brillante stella rossa Aldebaran che anticipano la presenza del Sole. Attraverso la terza finestra (3, gialla) posta a SE a circa 132° di Azimut, si vede la porzione che corrisponde alla coda della costellazione occidentale dello Scorpione, che ha una forma che si avvicina al disegno della torre.

Archeoastronomia Chichén Itzá

Chichén Itzá

Archeoastronomia 

Chichén Itzá

Importante complesso archeologico Maya, situato nella penisola dello Yucatan, Messico.

Il sito comprende numerosi edifici, fra i più celebri si possono indicare la piramide di Kukulkan (nome Maya di Quetzalcoatl), e l’osservatorio astronomico.

La piramide a gradoni, ha scalinate che corrono lungo i quattro lati fino alla sommità.

Durante gli equinozi di primavera e d’autunno, al calare e al sorgere del sole, gli angoli della piramide proiettano un’ombra a forma di serpente piumato, Kukulkan appunto, lungo la scalinata nord.

Archeoastronomia Giza

Le Piramidi di Giza

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Le Piramidi di Giza

L’astronomia era estremamente importante per gli antichi egizi, non solo una guida preziosa che segnalava le inondazioni del Nilo. L’importanza delle stelle si estende molto oltre, poiché si pensava che gli stessi Faraoni provenissero dalle stelle e fossero destinati ad ascendervi dopo la morte. Il regno di Osiride si trova a Duat, nel luogo in cui Orione e Sirio sorgono prima dell’alba del solstizio d’estate.

Anche se ufficialmente l’egittologia scheda le piramidi dell’Antico Egitto come tombe dei Faraoni, questa spiegazione non è risolutiva.

Nel 1983 il ricercatore britannico Robert Bauval osservò che le tre grandi piramidi di Giza erano perfettamente allineate con le tre stelle della Cintura di Orione. Ciò dimostrava non solo la stupefacente architettura delle Piramidi ma anche una conoscenza dell’astronomia inimmaginabile.

Affinché l’allineamento delle tre Piramidi con la cintura di Orione risultasse coerente, bisognava tornare indietro nel tempo, fino al momento esatto in cui le stelle erano allineate in modo perfetto. Sappiamo infatti che le stelle si spostano nel cielo a causa della precessione degli equinozi.

L’Archeoastronomia ha dato la risposta: il cielo aveva quella configurazione circa 10.500 anni prima di Cristo. Da ciò se ne deduce che le Piramidi sono state costruire ben prima di quanto si creda. E quella data segnava l’inizio dell’Era  Astronomica del Leone.

Archeoastronomia - Gobekli Tepe

Gobekli Tepe

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Gobekli Tepe

Un complesso ancora tutto da studiare, situato in Turchia, al confine con la Siria che risale a 12.000 anni fa.

Solo recentemente è stata evidenziata la sua rilevanza archeoastronomica.

I pilastri centrali sono orientati verso la stella Deneb, la stella più brillante del Cigno, nota anche come Croce del Nord.

I probabili allineamenti astronomici di altri due recinti a Göbekli Tepe, sembrano puntare verso il sorgere del Sole nel solstizio d’estate e l’equinozio d’autunno il primo, verso il punto di levata della Luna il secondo.

Nel mito egizio e indù era stato un cigno primordiale a generare l’universo.

Allineando i loro edifici con le stelle gli antichi credevano di attirare l’energia divina sulla Terra.

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I Sentieri della Dea

I Sentieri della Dea Etruscan Corner

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Etruscan Corner Equinozio Autunno 2021

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