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Scritto Nella Roccia - Parte 3

Scritto Nella Roccia

Arabia Saudita /3

Scritto Nella Roccia – Arabia Saudita /3​. Di Etruscan Corner

L’Arabia Saudita possiede monumenti di arte rupestre impressionanti. I documenti creati da antichi artisti sono situati nell’abbagliante paesaggio desertico dalle maestose formazioni naturali e dimostrano il valore delle tecniche delle popolazioni di cacciatori-pastori nomadi che abitavano quei luoghi.

I petroglifi documentano anche la diffusione del cavallo arabo nel corso della storia, il culto delle dee della guerra e della fertilità. Abbigliamento, acconciature, animali sono dettagliati nelle notevoli rappresentazioni artistiche.

Scritto Nella Roccia - Mada'in Saleh Hegra

Mada’in Saleh – Hegra

Scritto Nella Roccia

MADA’IN SALEH

Mada’in Saleh, non lontano da Al-Ula (22 km), era conosciuta come Al-Hijr, o Hegra, dal popolo nabateo che scolpiva le sue magnifiche tombe negli affioramenti di arenaria dorata di Quweira.

I delicati dettagli sui portali d’ingresso e le superfici lisce delle sue 131 facciate tombali riflettono le grandi abilità degli scultori di quel tempo.

Lo splendore dell’ambiente naturale qui deve aver ricordato ai Nabatei la loro capitale, Petra, scavata nelle scogliere di arenaria rosata a nord nell’odierna Giordania.

Non c’è da meravigliarsi che abbiano scelto proprio questo luogo per costruire la loro seconda città, Hegra. Sulla base delle numerose iscrizioni tombali datate, Hegra prosperò tra il 1 a.C. e il 74 d.C.

Scritto Nella Roccia - Arabia Saudita - Mappa

Arabia Saudita – Mappa

Scritto Nella Roccia

In tempi antichi la città era abitata da Thamudeni e Nabatei. Fu occupata da legionari romani durante l’espansione di Traiano nel Vicino Oriente.

Nel 106 d.C., l’impero nabateo fu annesso all’Impero Romano e le rotte del Mar Rosso superarono le rotte commerciali terrestri. Le città nabatee non erano più centri di commercio, così iniziarò il loro declino e l’abbandono definitivo.

Scritto Nella Roccia - Mada'in Saleh Interno Tomba

Interno Tomba

Scritto Nella Roccia-Arabia Saudita

Sappiamo da fonti antiche che i Nabatei in principio erano nomadi pastori, allevavano pecore, capre, cammelli e dromedari.

Diodoro di Sicilia,  descrive lo stile di vita dei Nabatei nel IV secolo a.C. e nella seconda metà del I secolo a.C., Strabone afferma che il loro “paese non produce cavalli” e che “i cammelli offrono il servizio che richiedono al posto dei cavalli”.

Le cisterne nascoste, scavate in profondità nel terreno fornivano acqua al bestiame e alla popolazione, dimostrano la padronanza dei Nabatei delle tecniche idrauliche a scopo agricolo.

L’origine dei Nabatei è incerta, ma c’è una forte possibilità che provengano dalla regione di Hejaz, nel nord-ovest dell’attuale Arabia Saudita.

Le divinità che adoravano erano simili a quelle onorate dalle antiche culture di quell’area e le consonanti radicali del loro nome – n, b, t, w – si trovano nel primo semitico dell’Hejaz.

Fin dall’inizio della loro storia, avevano legami con la Mesopotamia e potrebbero essere stati gli arabi Nabatu menzionati dagli Assiri nell’VIII secolo a.C.

L’ufficiale di Alessandro Magno Geronimo di Cardia scrisse che i Nabatei avevano una vita ascetica con leggi dure.

Erano anche conosciuti per la loro incredibile familiarità con il deserto e la loro capacità di svanire in esso per sfuggire alle tribù nemiche.

Il sito si trova in un punto di incontro tra varie civiltà della tarda antichità, su una rotta commerciale tra la penisola arabica, il mondo mediterraneo e l’Asia.

È un’eccezionale testimonianza di importanti scambi culturali.

Sebbene la città nabatea sia stata abbandonata durante il periodo preislamico, il percorso ha continuato a svolgere il suo ruolo internazionale per le carovane e poi per il pellegrinaggio alla Mecca, fino alla sua modernizzazione con la costruzione della ferrovia all’inizio del XX secolo.

Lo stile architettonico è specifico dei Nabatei, costituito da monumenti direttamente scavati nella roccia e con facciate recanti un gran numero di motivi decorativi. 

Recentemente sono state scoperte evidenze dell’occupazione romana ai tempi di Traiano e forse di Adriano: l’area montuosa di Hijaz nell’Arabia nordoccidentale probabilmente era parzialmente fertile e fece parte della provincia romana dell’Arabia Petrea con capitale Petra.

Il Qasr al-Bint è una delle quattro necropoli di Madain Saleh. Qasr al-Bint è la più famosa delle necropoli di al-Hijr e la più visitata.

Le sue 31 tombe non sono né le più grandi né le più decorate, ma costituiscono, nel loro insieme, il gruppo più cospicuo e più rappresentativo di Madâin Sâlih. Risalgono dall’anno 0 al 58 d.C.

Alcune delle tombe di Qasr al-Bint mostrano notevoli elementi decorativi come maschere di mostri spaventosi, aquile, volti umani e altri piccoli animali scolpiti.

La più grande tra questi è identificata come IGN 20 (16 m di altezza), situata in una posizione molto prominente al centro del fianco occidentale del complesso roccioso.

Scritto Nella Roccia - Mada'in Saleh - Qasr al Bint IGN 20

Qasr al Bint  – Tomba IGN 20

Scritto Nella Roccia-Arabia Saudita

Qasr al-Bint contiene anche una tomba incompiuta che, se fosse stata completata, sarebbe stata la tomba più grande del sito, raggiungendo probabilmente più di 30 metri. Una bella iscrizione nabatea, scritta proprio sotto la tomba, dice che il proprietario era uno dei governatori nabatei locali. 

Scritto Nella Roccia - Mada'in Saleh - Jebel Ithlib

Jebel Ithlib

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Scritto Nella Roccia - Mada'in Saleh - Siq

Jebel Ithlib – Siq

Scritto Nella Roccia-Arabia Saudita

Il Siq di Jebel Ithlib

Il Jebel Ithlib è un affioramento monumentale sormontato da un complesso di guglie nella parte nord-orientale del sito.

Nel mezzo c’è una fessura naturale che misura 40 m (131 piedi), chiamata Siq, da un corridoio simile a Petra.

Al suo ingresso, a destra, si trova una camera quadrata contenente tre banchi in pietra che fungevano da triclinio per le feste sacre.

Oggi, la camera è conosciuta come al-Diwan (corte). Il suo ampio ingresso fa pensare che le feste si estendessero nello spiazzo antistante.

Camminando attraverso il Siq, si entra in un’alcova naturale più grande conosciuta come il santuario di Jebel Ithlib dove un canale convogliava l’acqua in una cisterna.

Le sue enormi pareti rocciose hanno piccole nicchie sacre e altari scolpiti nelle loro superfici altrimenti grezze.

Si pensava che Jebel Ithlib fosse un luogo sacro per adorare la divinità nabatea Dúshara, “Signore della montagna”.

Le Iscrizioni Tombali

Le iscrizioni tombali, scritte in aramaico, un’antica lingua semitica,  fornivano informazioni sui nomi, le relazioni, le occupazioni, le leggi e gli dei del popolo che viveva qui.

Sebbene i Nabatei usassero anche una primitiva forma di arabo, la lingua aramaica era essenziale anche per le comunicazioni commerciali.

Le iscrizioni di Madain Saleh sono straordinariamente preziose poiché dei Nabatei non sono stati ritrovati documenti scritti in altra forma.

Le tombe sono particolarmente impressionanti per le loro dimensioni, dalla facciata relativamente semplice. Solitamente un frontone decorato sovrasta la porta d’ingresso mentre all’interno nicchie scavate lungo le pareti custodivano i corpi dei defunti. 

Gli affioramenti di arenaria, scolpiti in guglie da secoli di vento e pioggia, si ergono ancora sul deserto sabbioso.

Scritto Nella Roccia - Mada'in Saleh - Iscrizione Nabatea

Iscrizione Nabatea

Scritto Nella Roccia-Arabia Saudita

Scritto Nella Roccia - Al-Ula - Qasr al-Farid

Qasr al-Farid

Scritto Nella Roccia-Arabia Saudita

Veduta della tomba di Qasr al-Farid (Il castello solitario) scolpita nell’arenaria rosa a Mada’in Saleh. La facciata non fu mai terminata e la superficie fortemente cesellata del terzo inferiore documenta come le tombe furono modellate dall’alto verso il basso.

Si distingue anche dal resto delle tombe per il numero delle colonne scolpite sulla facciata, quattro, mentre la maggior parte delle tombe ha due colonne.
Nel 2008, Madain Saleh è entrata a far parte del patrimonio storico dell’UNESCO.

Scritto Nella Roccia – Le Oasi dell’ Arabia Saudita

Scritto Nella Roccia – Arabia Saudita /1

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