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Scritto Nella Roccia - Arabia Saudita

Scritto Nella Roccia

Arabia Saudita /1

Scritto Nella Roccia – Arabia Saudita /1. Di Etruscan Corner

L’Arabia Saudita possiede monumenti di arte rupestre impressionanti. I documenti creati da antichi artisti sono situati nell’abbagliante paesaggio desertico dalle maestose formazioni naturali e dimostrano il valore delle tecniche delle popolazioni di cacciatori-pastori nomadi che abitavano quei luoghi.

I petroglifi documentano anche la diffusione del cavallo arabo nel corso della storia, il culto delle dee della guerra e della fertilità. Abbigliamento, acconciature, animali sono dettagliati nelle notevoli rappresentazioni artistiche.

Scritto Nella Roccia - Arabia Saudita - Panorama Deserto
Deserto Arabia Saudita

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AL-ULA

L’oasi di Al-Ula si trova nel verdeggiante Wadi Al-Qura, a circa 110 km a sud-ovest della moderna città di Tayma e 380 km a nord di Medina.

Era un’importante stazione di transito e centro mercantile sulla rotta commerciale dell’incenso che collegava l’Arabia meridionale alla Mesopotamia, alla Siria e all’Egitto.

Ad Al-‘Ula, la strada si diramava, con un tratto che conduceva a Babilonia, via Tayma, e il secondo a Petra e alla Siria.

Questa è una delle regioni archeologiche più significative al mondo, con innumerevoli siti che punteggiano il paesaggio.

Un luogo magico dai paesaggi straordinari. La regione di Al-Ula è uno spettacolo di verde intenso dell’oasi, di ocra della sabbia, di rosso dei canyon di arenaria, fino ai toni neri delle rocce vulcaniche.

Questo scenario custodisce le molteplici e spettacolari tracce inscritte da generazioni di uomini e donne attratti dalle ricchezze di una delle valli più fertili della Penisola Arabica, da oltre 7000 anni.

Le formazioni rocciose, verticali, di arenaria che circondano Al-‘Ula forniscono ampie superfici per l’arte rupestre.

Scritto Nella Roccia - Arabia Saudita - Mappa
Arabia Saudita – Mappa dei Santuari di Pietra

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Scritto Nella Roccia - Monte Ikma
Monte Ikma

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Ar-Ruzeiqiah è una montagna situata nella parte meridionale di Al-‘Ula con un ampio petroglifo che mostra centinaia di immagini, incluse rappresentazioni di scene di caccia e animali.

Gli stambecchi sono la specie più comune, ma si possono vedere anche cammelli e cavalli.

Il monte Ikma ha anche una grande facciata con scene, strani simboli e iscrizioni.

7000 Anni Di Storia

La prima occupazione accertata della regione risale al Neolitico, quando le popolazioni si stabilirono nella valle e costruirono strutture funerarie, tra cui notevoli tombe.

Disegni incisi sulle rocce testimoniano antichi sistemi politici ed economici e una ricca fauna (cammelli, stambecchi, struzzi).

Dall’VIII secolo a.C., Al-Ula divenne un luogo importante sulla famosa strada dell’incenso che collegava il sud all’Arabia settentrionale.

Per più di mille anni, carovane cariche di incenso e mirra provenienti dai regni del Sud si fermarono nelle oasi di Dadan ed Hegra e stabilirono rapporti commerciali duraturi con i regni attuali.

Scritto Nella Roccia - Al-Ula - Hegra
Santuari di Pietra

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Tra l’VIII e il II secolo a.C., i regni di Dadan e Lihyan si stabilirono nel cuore della valle.

Controllavano il passaggio delle carovane, costruivano santuari e realizzavano spettacolari opere d’arte con figure umane e animali.

Scritto Nella Roccia - Al-Ula - Qasr al-Farid

Qasr al-Farid, Il Castello Solitario

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Scritto Nella Roccia - Al-Ula - Statua Arenaria

Gli scavi hanno portato alla luce colossali statue di arenaria che ricordano la scultura egizia. Circa IV secolo a.C.

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Una trentina di chilometri a nord di Al-Ula, si trova la città di Hegra fondata nel I secolo a.C. dalla potente civiltà dei Nabatei, provenienti dall’odierna Giordania e famosi in tutto il mondo per aver costruito la magnifica Petra.

Da Hegra, i Nabatei controllavano le carovane dirette a Petra, la loro capitale. Hanno costruito 94 monumentali tombe rupestri con facciate decorate scavate nella roccia.

Questo complesso unico è uno dei tesori della regione di Al-Ula, inscritta come sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2008.

Nel 106 d.C., Hegra divenne parte dell’Impero Romano e ne formò il confine meridionale. I resti di un forte e iscrizioni latine testimoniano questa presenza romana in Arabia, ancora poco nota al grande pubblico.

Migliaia di iscrizioni rupestri lasciate dalle popolazioni forniscono informazioni sull’organizzazione politica e sociale di Dadan ed Hegra tra il V secolo aC e la conquista araba.

Queste iscrizioni, scritte in dadanita, aramaico, greco o latino, forniscono informazioni molto preziose sugli alfabeti preislamici usati nella storia antica.

Una ricerca condotta ad Al-Ula ha evidenziato come la scrittura nabatea abbia dato origine alla scrittura araba.

Dopo l’avvento dell’Islam nel VII secolo e fino all’inizio del XX secolo, la via dell’incenso è diventata una delle vie di pellegrinaggio ai luoghi santi: la via siriana che collegava Damasco alla Mecca.

Al-Ula occupava un posto speciale all’interno di questo percorso.

I pellegrini approfittavano di questa tappa, l’ultimo luogo con abbondanti risorse, per procurarsi acqua, datteri e lasciare testimonianze del loro passaggio sulle rocce.

Nella valle furono costruite anche le città di al-Mâbiyât e il centro storico di Al-Ula.

Assicuravano la sicurezza dei pellegrini e sono menzionati negli scritti di viaggiatori e storici arabi, compresi quelli del famoso Ibn Battûta nel XIV secolo.

Nel XVI secolo, il percorso di pellegrinaggio fu ulteriormente sviluppato con forti costruiti a Hegra per proteggere i pellegrini.

Ad Al-Ula si sono succedute numerose società e civiltà: popoli neolitici, regni di Dadan e Lihyan, civiltà nabatee, impero romano, califfati omayyadi e abbasidi, ottomani i cui resti sono giunti fino a noi in un eccezionale stato di conservazione.

Scritto Nella Roccia - Al-Ula - Petroglifi
Petroglifi con Al-Lat

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Scritto Nella Roccia - Bi'r Hima - Petroglifi - Al-Lat
Bi’r Hima Petroglifi con Al-Lat

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BIR HIMA

In un labirinto di montagne e wadi si trovano centinaia di esempi di incisioni rupestri, inclusi alcuni grandi e complessi pannelli composti da immagini incise in periodi diversi. Si tratta del sito di Bir Hima, risalente al Paleolitico inferiore o Oldowan (7000 a.C.).

L’antica storia dell’occupazione umana di Bir Hima è attribuita alle sue risorse di fauna selvatica e acqua.

Bir Hima si trova nella provincia di Najran, nel sud-ovest dell’Arabia Saudita, un importante centro lungo la Via dell’Incenso noto anche per la presenza di ricchi pozzi d’acqua.

Le carovane provenienti dallo Yemen passavano per Najran prima di dirigersi verso nord. Il percorso occidentale raggiungeva l’Egitto, la Grecia e Roma, mentre il ramo orientale era diretto alla Mesopotamia.

I numerosi petroglifi rinvenuti in questa zona rappresentano scene di battaglia con cavalieri e fanti che brandiscono varie armi, struzzi, bovini domestici, cammelli e palme da dattero.

Figure umane di grandi dimensioni sono note in alcune località della regione di Bi’r Hima/Najran, così come numerose “dee Alliah o Al-Lat” incise accanto a scene di battaglia.

Oltre a queste complesse scene, ci sono centinaia di esempi di immagini femminili, conosciute localmente come dee Al-Lat, dopo la più importante dea preislamica, sebbene non ci siano prove di una connessione.

Sembra che abbiano avuto una funzione nei riti della fertilità. Le donne sono mostrate rivolte in avanti con le trecce sul viso e le braccia alzate in aria, piegate all’altezza del gomito.

Il nome Al-Lat, contrazione del termine arabo al-Illahat, secondo la testimonianza di Erodoto deriverebbe dal termine Alilat, la dea principale che fu venerata dagli arabi pre-islamici.

Scritto Nella Roccia - Bi'r Hima - Cavalli
Bi’r Hima – Cavalli Stilizzati

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Il termine Al-ilat deriverebbe a sua volta da Lilith, la donna che secondo l’ebraismo fu la prima compagna di Adamo, cacciata e sostituita da Eva, in quanto donna selvaggia e disubbidiente.

Questa dea era adorata soprattutto nella penisola del Sinai dai Nabatei e dai Palmirensi e trovava l’origine del suo culto nella città di Ṭāʾif a sud della Mecca. Aveva come simbolo la luna crescente e il leone.

Nel tempio di Palmira si trova l’incisione: Al-Lat benedice chi non versa sangue nel tempio.

A ovest degli antichi pozzi di Bir Hima sono stati ritrovati, oltre ai petroglifi, anche strumenti da intaglio utilizzati per quest’opera d’arte (sotto forma di strumenti affilati), realizzati con materiali come quarzite, andesite e selce. Alcuni petroglifi sembrano essere stati incisi con il bronzo.

Tutte le immagini di pugnali e spade, archi con frecce, scimitarre e lance sono state interpretate come simboli dell’animismo spirituale.

L’arte rupestre di Bir Hima è un’eloquente espressione delle relazioni tra l’uomo e l’ambiente, con molti disegni e incisioni che testimoniano i cambiamenti climatici, le migrazioni della fauna selvatica e l’evoluzione dell’umanità nella regione.

(Continua)

Scritto Nella Roccia – Le Oasi dell’ Arabia Saudita

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